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sabato 22 giugno 2013

Intervallo di ordinaria follia

Buongiorno a voi, o sventurati lettori che in una splendida giornata di sole non hanno nulla di meglio da fare che stare di fronte ad un computer. La vostra adorata Voce è tornata a deliziarvi con la sua presenza, e ad assicurarsi che questo blog non rimanga solo troppo a lungo. E, per la vostra gioia, abbiamo anche un ospite d'eccezione!
Buongiorno! Vi ricordate di me?
Bentornato tra noi, Piccolo troll!
In questo post, io e la Voce vi racconteremo che cosa sta combinando la nostra simpatica Clara, offrendovi piccoli stralci del diario che in realtà tiene solo mentalmente e rendendoli più interessanti con i nostri arguti commenti.
E possiamo fare tutto questo perché Clara si è rinchiusa in biblioteca per sfruttare vilmente l'aria condizionata, ed ora sta fingendo alacremente di studiare pur di non tornare fuori al sole.
Eppure ormai dovrebbe essere abituata al sole! Leggiamo insieme l'annotazione che stava componendo solo due pomeriggi fa.

"Caldo caldo caldo. Mi abbasso per mettere la testa sotto il rubinetto della fontana, e sento rivoli di acqua fresca che mi inzuppano i capelli, scivolando giù per il collo. Mi raddrizzo di scatto, lasciando che le gocce prendano velocità sulla mia schiena, infilandosi nella canottiera, dando sollievo alla pelle arrossata. Mi sono messa la crema solare neppure due ore fa ma già sento che il mio collo e le mie spalle non mi ringrazieranno. Mi rimetto di nuovo in testa il cappello di paglia a tesa larga che avevo relegato in fondo ad un armadio come ridicolo e che ora  mi sta a malapena salvando da un'insolazione, prova inconfutabile che gli oggetti più disprezzati sono spesso i più utili, e che nulla come otto ore sotto il sole riesce a far rivedere le tue priorità tra estetica e sopravvivenza."

Ecco, già su questo punto potremmo trovare qualcosa da commentare: quando mai Clara ha avuto un senso estetico? Stiamo parlando della ragazza che sceglie il suo abbigliamento sulla base del criterio "cosa che sta in cima alla pila quando apro l'armadio".
In realtà quello lo fa solo quando ha fretta e non vuole disturbare. Se ha il tempo per una pausa di riflessione, analizza in modo sistematico una ventina di criteri che vanno dalla temperatura esterna all'umore, e poi prende con decisione la cosa che sta in cima alla pila.

Ma continuiamo a spulciare tra le riflessioni della nostra autrice assente...

"Questo scavo archeologico non ha abbastanza finanziamenti per fornire cibo ai partecipanti, ma c'è un'usanza particolarmente affascinante: i ragazzi che hanno scavato l'estate precedente, o che scaveranno al turno successivo, fanno a turno a portare scatole e scatole di ghiaccioli per tutti coloro che in quel momento stanno soffrendo sotto il sole. Il sistema non funziona tutti i giorni, ma quando alzi la testa dopo un colpo di piccone e vedi due persone che varcano il cancello con ampie borse frigo, e quando ti rendi conto che tutti intorno a te stanno sorridendo, capisci che il paradiso esiste. Esiste, è infilato su uno stecco di legno, e se mi va proprio bene è al sapore di menta."

Sarebbe bello se ci pagassero per questa pubblicità subliminale, vero?

Tanto noi siamo personaggi immaginari che non soffrono il caldo, e possiamo permetterci tutti i ghiaccioli immaginari che vogliamo. Anche se io preferisco il gelato.

"Lo scavo archeologico non è come lo avevo immaginato, anche se devo dire che ero stata doverosamente avvertita dai compagni di studi più anziani. Al termine di tre settimane di duro lavoro, posso dire che sono soddisfatta della mia esperienza. Ho imparato a distinguere la ceramica (utile e da conservare) dai laterizi (ed a non chiamare questi ultimi "stupide pietre"), ad usare un piccone senza spaccarmi la schiena ed a spedire la terra dalla pala alla carriola con un salto acrobatico. Sul serio, dovrebbero organizzare dei campionati di lancio della terra. Ho trovato quattro monete, ed assistito al ritrovamento di uno splendido anello di pasta vitrea che ha consentito a me ed ai miei compagni di settore di vantarci con gli altri per un'intera mattinata. Ho buttato fuori a colpi di piccone tutto lo stress accumulato in mesi e mesi di studio universitario, ho contato orgogliosamente i calli sulle mie mani, ed ho l'abbronzatura più invidiabile che sia mai riuscita ad ottenere da anni. Ho toccato il passato con le mie mani, me ne sono sporcata le mani, e ne vado fiera".

E con quest'ultima annotazione, la bibliotecaria sta tentando di cacciare via gli studenti riluttanti a tornare al caldo. Accontentiamola e salutiamoci qui!

Qualche settimana di pazienza, ed Animula Solivaga tornerà attivo! Tornate anche voi!

Saluti e baci,

la Voce

e piccolo Troll.

venerdì 19 aprile 2013

La Real Life Shipping è una patologia


RLS. Real Life Shipping. Definizione nuova di zecca, coniata dalla sottoscritta nel tentativo di descrivere una deformazione nata dall'abitudine e destinata a produrre a volte imbarazzo, ma più spesso divertimento.
"Shipping". Tecnicamente, sostenere fermamente che due personaggi dovrebbero stare insieme, anzi, senza condizionale, devono stare insieme, sono evidentemente la coppia perfetta, e se l'autore di tali personaggi non è d'accordo, meglio che cambi lavoro. E se qualcuno osa sostenere che uno dei due personaggi dovrebbe avere un altro interesse sentimentale, che il cielo lo aiuti. U_U
"Real life". La nostra vita di tutti i giorni, quella vera, fuori dallo schermo di un computer o di un televisore o dalle pagine di un libro. Ebbene sì, esiste anche quella, che ci piaccia o no.
"Real life shipping". Decidere arbitrariamente, senza la minima possibilità di protesta da parte degli interessati, che in effetti spesso non vengono mai a saperlo, che due persone di tua conoscenza sarebbero una coppia fantastica, oppure che c'è già un certo sentimento nell'aria, per quanto non espresso. Non importa quanto l'evidenza dica altrimenti, non importa cosa realmente pensino loro: una piccola parte della tua mente sta già dipingendo un quadro del loro matrimonio, e dei tre figli che seguiranno.
Lo confesso, sono affetta da una forma particolarmente grave di RLS. Ho coniato il nome domenica, dopo una scenetta che si è svolta pressapoco così. Si legge da destra a sinistra come un manga perché l'ho fatta con il fantastico Manga creator di Rinmaru Games.

Insomma, non avrete pensato che sapesse sul serio disegnare, vero? Tutto questo è solo una scusa per perdere tempo.



Già prima, alle superiori, avevo individuato un paio di compagni di classe che, avrei giurato, si sarebbero messi insieme prima dell'ultimo anno. Lui era evidentemente perso, lei... no, ero disposta ad ammetterlo, ma avrebbe ceduto. Effettivamente è successo, in quarta, ma la cosa è durata qualche mese. E' stato un duro colpo, per il mio orgoglio di shipper, veder affondare la relazione per cui avevo fatto un tifo così accanito.
La mia RLS non si ferma alle coppiette, però. Troppo semplice, troppo banale, troppo poco contorto. Arrivo ad immaginare triangoli, quadrati, complessi schemi che richiederebbero un'intera lavagna per essere spiegati.
Volete sapere quale è la cosa davvero divertente? Nessuno lo sa. Nessuno, tra le vittime inconsapevoli del mio gioco mentale, ha ancora scoperto perché io sorrida in quel modo quando lo vedo parlare con uno specifico qualcuno, o perché io scuota la testa quando i miei film mentali vengono infranti.
Ed a volte mi chiedo se sono l'unica. Se questa sorta di patologia irrimediabile sia un'esclusiva del mio cervellino obnubilato da stereotipi letterari, oppure se in realtà tutti abbiano un cinema mentale che proietta a ciclo continuo film romantici con protagonisti presi di peso dalla realtà quotidiana. Chissà, forse sono io stessa l'oggetto delle manifestazioni di RLS di qualche amica, senza accorgermene.

Personalmente ritengo che nessuno sarebbe così sadico da infliggere una pena come te ad un altro essere umano, nemmeno in via immaginaria. Ma del resto le mie teorie sui limiti del sadismo continuano ad essere smentite.

E voi, cosa mi dite? Sono l'unica persona affetta da RLS, oppure qualcun altro ha contratto la stessa malattia?


Clara

mercoledì 17 aprile 2013

Lungofiume di pensieri


Camminare è sempre stata una delle mie attività preferite, una valvola di sfogo irrinunciabile. Appena il tempo si fa bello, appena ho un pomeriggio libero, ecco che infilo le scarpe da ginnastica, metto una bottiglietta d'acqua in borsa e parto, libera e leggera. Un passo dopo l'altro mi lascio alle spalle ogni preoccupazione. C'è qualcosa di catartico nel ritmo regolare scandito dai piedi. Per me guidare è un'agonia, andare in bicicletta un modo ecologico ed economico per compiere brevi distanze, ma l'unico vero modo di percorrere un tragitto cogliendone ogni dettaglio, entrando in sintonia con il paesaggio che ti circonda e purificando mente, anima e corpo, è andare a piedi.
Ed ora, finalmente, posso farlo. Dopo un lungo inverno chiusa in casa a scalpitare, con qualche occasionale sortita del tutto insufficiente a soddisfare le mie necessità, sono finalmente nella condizione di percorrere chilometri e chilometri con la deliziosa compagnia di me stessa. Già, perché io cammino da sola. Posso essere anche con altri, certo, ma in genere, nelle mie lunghe passeggiate, ci siamo soltanto io ed i miei pensieri.
E quest'anno attendevo la primavera con ansia ancora maggiore, perché ho un'intera nuova città di cui esplorare le possibilità a piedi. La mia città universitaria, di cui per tutto l'inverno ho calcato soltanto i percorsi appartamento-facoltà-biblioteca-supermercato-appartamento, si apre finalmente ai miei passi curiosi come una scatola regalo. E che regalo!
Detto, fatto. Domenica ho infilato le mie fide scarpe da ginnastica, ho estratto dall'armadio una maglietta a maniche corte, ho infilato una bottiglia ed un pacchetto di cracker nella mia borsa, e via. Sapevo benissimo dove andare: proprio il giorno prima, in un piccolo assaggio di strade, avevo individuato un percorso che si snodava lungo il corso del fiume a poca distanza da casa mia, una strada bianca di polvere e sassi, percorsa da biciclette, cani e pedoni. Non avevo la minima idea di dove conducesse o quanto durasse, ma ero decisa a scoprirlo.
Ho raggiunto il lungofiume ed ho iniziato a camminare, e subito ho avvertito quel familiare senso di leggerezza che provo quando esistiamo soltanto la strada ed io. Da un lato, le automobili rombavano lungo la strada di asfalto liscio, circondata da case e palazzi. Dall'altro, il fiume scorreva placido attraverso una distesa di orticelli rigogliosi, arbusti e fronde verdeggianti, ciuffi d'erba ornati di papaveri. In mezzo, una stradicciola di sassi bianchi e polverosi, sopraelevata rispetto ad entrambi i lati, tanto da sembrare una sorta di osservatorio distaccato. La città da una parte, la natura dall'altra, ed in mezzo io, felice, a respirare a pieni polmoni e sorridere per le carezze del sole.
Intorno a me, ma non insieme a me, altre persone. Una coppia di ragazzi con un cane. Una coppia anziana che ogni pochi metri si fermava lungo l'argine a raccogliere delle piante. Ciclisti  che pedalavano veloci nelle loro tute fluorescenti. Famiglie in bicicletta, il papà con il figlio maschio davanti, la mamma con la bambina dietro, finché quest'ultima non urla "raggiungiamoli!" e comincia l'inseguimento. Persone che camminano da sole come me, e che con un rapido cenno di saluto sembrano riconoscermi come una loro simile, un membro dell'elitaria setta della solitudine marciante. Più donne che uomini, parecchi cani, qualche lucertola che guizza attraverso la strada sparendo subito alla vista.
Non avevo idea di dove stessi andando, né di quando ci sarei arrivata, ma non c'era fretta. E così potevo rallegrarmi per l'ombra tratteggiata da un paravento di canne palustri, alte e gialle, o per un soffio di brezza. Potevo fermarmi a guardarmi attorno, valutando la distanza dalla piccola parte della città che conoscevo, osservando compiaciuta l'assoluta estraneità del paesaggio circostante.
Poi, ormai alla fine della strada, quando già stavo meditando di tornare indietro, ho visto il campanile di una chiesetta romanica, che si stagliava contro l'azzurro del cielo, adorno di nastri e festoni. Una festa? Una sagra? L'unico modo per saperlo era avvicinarsi. Ho lasciato il mio lungofiume, ho percorso le vie deserte di una frazione che non avevo mai sentito nominare, ed ecco la chiesa. Sul prato davanti, alcune famiglie sedute a chiacchierare, sullo sfondo di un lenzuolo che annunciava a lettere sgargianti la festa della parrocchia. Nell'interno fresco e raccolto del piccolo edificio, frammenti di affresco in uno stile che mi ricordava Giotto. Una breve ricerca, un pannello informativo, ed ho appurato che erano effettivamente opera di un seguace del pittore.
Felice per la mia sensibilità artistica e per la scoperta di un nuovo, minuscolo gioiello di periferia, ho imboccato la via del ritorno. Ormai la stanchezza cominciava a farsi sentire, e non c'erano panchine su quel lungofiume. Ma, se le mie gambe tentavano di protestare, la mia mente rifiutava di ascoltarle, tutta presa ad assaporare la pace del momento. Il sole sopra di me, il fiume da un lato, dall'altro, ma separata da una cortina di giunchi che la rendevano quasi irreale, la strada, il grigiore rumoroso della civiltà automobilistica. In mezzo, ancora una volta, io, sospesa tra realtà e natura, fluttuante in un mondo di pensieri allegri e sogni ad occhi aperti.
Sì, camminare è sul serio la mia irrinunciabile catarsi. E, questo è il consiglio del giorno da parte di una blogger ubriaca di primavera, provateci anche voi.

Clara

venerdì 22 marzo 2013

Bentornata primavera!


22 marzo. Ieri, 21 marzo, è ufficialmente cominciata la stagione in cui la terra si riprende dal freddo per ricoprirsi di colori. E, almeno nella zona in cui risiedo, il clima sembra avere deciso di concedere un pizzico di approvazione al calendario convenzionale. Dopo giorni di pioggia e tempo uggioso, il sole si è messo a risplendere con intensità, le temperature si sono alzate, ed ho potuto abbandonare almeno per qualche ora il giubbotto.
Che cosa c'entra tutto questo con Animula Solivaga? Assolutamente nulla. Ma è la prima volta che, per pigrizia o per semplice desiderio di varietà, dedico un post a qualche tema scelto praticamente a caso? Decisamente no. E quindi, chi vuole può già chiudere la pagina sapendo che non si perderà altro che qualche sproloquio a sfondo primaverile, corredato da immagini correlate... ma anche no.



Avete scelto di continuare a leggere? Beh, non posso fare altro che ringraziarvi. Biscottini virtuali per tutti?



Ora che le vostre menti sono adeguatamente rimpinzate, iniziamo a parlare un po' di questa primavera, giunta così perfettamente a puntino. Può darsi che sia solo un imbroglio del nostro pazzo clima di marzo e di tutto l'anno, certo. Se esiste una personificazione del mese di Marzo, magari ora se ne sta ridacchiando sotto i baffi, mentre beve un caffè in compagnia di Febbraio e gli racconta come è riuscito ad illudere ancora una volta gli sciocchi umani con l'esca del sole splendente. Mi piace pensare che Febbraio rotei gli occhi rispondendo che ha usato lo stesso trucco prima di lui, e che dobbiamo proprio essere stupidi per cascarci ancora.
Ma evidentemente siamo sciocchi, perché a questo primo accenno di uscita dall'inverno stiamo già organizzando escursioni e weekend al mare. Già le prime magliette a maniche corte fanno timidamente capolino dagli armadi, combattendo contro le orde soffocanti di sciarpe e berretti... o forse questo accade solo nel caos che domina tra i miei vestiti. Ho il sospetto che ci sia effettivamente qualche tipo di lotta civile interna, perché ogni volta che apro il mobile in questione mi sembra più disordinato di come l'ho lasciato.



Ma non è solo il mio armadio ad evolversi spontaneamente ogni volta che giro gli occhi. Le mie prime escursioni a piedi, nel periodo che ha preceduto gli ultimi giorni di pioggia, hanno svelato la fioritura di margherite e nontiscordardimè a punteggiare i prati. Oggi, durante la nuova passeggiata esplorativa, li ho trovati moltiplicati. E' incredibile come una giornata di sole possa far uscire da terra centinaia di piantine: le immagino stiracchiarsi pigramente al tepore che le riscalda e decidere di rompere il loro morbido lettuccio di terra... cosa da cui dovrei prendere esempio. Sole o no, uscire dal mio bozzolo di coperte continua ad essere un'eroica impresa, a cui solo la promessa di una tazza di latte con biscotti può spingermi. Ogni eroica impresa richiede la sua ricompensa, no?



Ecco, un post sulla primavera è diventato un post auto-referenziale dove getto allusioni alla mia vita ogni due parole. Pare che questo blog stia stimolando il mio egocentrismo latente.
Mica tanto latente.
Questo non doveva essere un post poetico e descrittivo, privo di interventi comici?
Non ho saputo resistere. Ora torno a dormire.
Ecco, anche la Voce ha fatto la sua comparsa lampo. Ora il post è completo.
No, manco ancora io. Ora il post è davvero completo.
Grazie, Piccolo troll. Ora che ci penso, anche voi due dovreste partecipare dell'atmosfera primaverile. Onde per cui...



Adorabile, vero? E' incredibile cosa si possa fare con Chibi Maker e Paint, soprattutto quando la voglia di studiare ha deciso di andare a fare un voletto con gli uccellini che finalmente ricominciano a cinguettare. O forse è stata rubata da quella gazza ladra che ha fatto il nido sotto il ponte.
Uccellini o gazza ladra che siano, pare che abbiano portato con sé anche la voglia di proseguire questo post. Potrei semplicemente stazionarlo nelle bozze a tempo indefinito, ma a quel punto dovrei correggere tutte le indicazioni temporali. Lo pubblico nonostante la sua mancanza di senso, oppure attendo di avere un contenuto intelligente?

Beh, se siete arrivati a questo punto, l'arduo dilemma non è stato poi così arduo. Guardando fuori dalla finestra, mi sono sentita autorizzata a dare la colpa alla primavera per le sciocchezze che vi avrei propinato ed ho deciso di pubblicare questa piccola variazione sul tema. Concludo dunque con un'ultima immagine dallo sfondo piuttosto primaverile, per quanto un po' malinconico...



... e con il link del gioco con cui l'ho realizzata, e vi invito a spegnere i vostri computer ed a uscire a fare una passeggiata rilassante. Tanti saluti e buona primavera a tutti!

Clara

lunedì 25 febbraio 2013

Clara ed i quiz

Buongiorno, cari lettori!

Buongiorno.

Buongiorno.

Uhm... voi due cosa ci fate da queste parti?
Non chiederlo a me. Piccolo troll aveva voglia di vedere cosa scrivevi quando non stavi inventando storielle demenziali, così ho aperto un collegamento.
Parli di quiz, oggi? Che bello, ci sono quiz sui troll?
Chiudete il becco tutti e due, sto cercando di lavorare!
Se questo è il tuo concetto di lavoro temo proprio che rimarrai disoccupata a vita.
Silenzio, ho detto! Mi stavo rivolgendo ai miei lettori!
Io non vedo nessuno. A parte quel cinese che ha aperto la pagina per sbaglio.
Piccolo troll, ora ti spiego una cosa importante sulla blogger che ci usa per rendere più interessanti i suoi patetici post. Essa ha nella sua testa un pubblico di lettori immaginari, che non necessariamente corrispondono a persone realmente esistenti.
Strana cosa da avere in testa.
Non dirlo a me che ci devo abitare.
Okay, il siparietto è durato abbastanza. Tornate nel fantastico scenario di The Voice in Wonderland ad aspettare che l'autrice decida la vostra sorte, e lasciatemi esporre al pubblico di Internet la mia ultima novità sul tema "modi affascinanti di sprecare il proprio tempo".
"Bisognerebbe sempre perdere tempo quando non se ne ha affatto", disse una volta il mio Dottore preferito. Io mi trovo nella fortunata e rara situazione di averne parecchio, e quindi eccomi a girare su Internet alla ricerca di siti interessanti su cui spendere qualche ora del mio tempo.
E quale modo migliore, che scoprire nuovi affascinanti aspetti della tua personalità tramite decine e decine di simpatici quiz?
Beh, ce ne sarebbero di modi migliori.
Silenzio in testa, per favore! Stavo dicendo, mi sono imbattuta proprio ieri.
In realtà è andata a cercarlo dopo aver visto un post su Google plus...
Mi sono imbattuta in un intrigante quiz multifandom. Un quiz, in pratica, che ti dice che genere di personaggio saresti in una quantità di libri, film e telefilm differenti. E quindi ecco a voi...


... i miei risultati! Non è fantastico?
Che cosa sarebbe fantastico?
Beh, in Doctor Who il mio personaggio è il Dottore. Quando ho letto quella parte, ho strillato così forte che ho fatto preoccupare mia madre.
Che c'è, non ha ancora capito che ha una figlia psicopatica?
Ehi, c'è scritto che in Twilight sei un vampiro! Vuol dire che luccichi?
...
...
...
Dove è finita Clara?
E' in quell'angolino là in fondo a fare cerchietti sul pavimento, sprofondando nella depressione. La sua idea di vampiro non comprende luccichii, e quanto le hai fatto notare le ha fatto venire dei dubbi esistenziali.
Ops.
Nah, non preoccuparti... ora possiamo divertirci a commentare i suoi risultati senza averla tra i piedi. 
Il blog è nostro! Muahahahahah!
Sei inquietante quando fai così. Allora, nome Clara. Fino a qui non si discute.
Harry Potter: Corvonero. Vuol dire che è una ragazza intelligente.
Uhm, potrebbe sempre avere barato. Hunger Games... questo è nella sezione della sua testa intitolata "cose che prima o poi leggerò". In assenza di ulteriori informazioni, soprassediamo.
Twilight ha già avuto un effetto nefasto su di lei. Direi di passare al Signore degli Anelli.
Umano. Okay, direi che su questo non ci sono molti dubbi.
Guerre Stellari: droide. Noto una leggera contraddizione con l'altro risultato.
Sarebbe strano se non ci fossero contraddizioni. Ricorda che questi risultati si basano sulla personalità di una blogger con una Voce nella testa ed una passione infantile per le bamboline.
Queste oscure materie: la Oxford di Will. Ehi, ma non è quel film con Nicole Kidman?
In realtà Clara si pregia di aver letto l'intera trilogia di libri ancora prima che il film uscisse. Mi chiedo che animale avrebbe come daimon.
Magari un troll.
Non so se i troll possano essere considerati animali.
Io ho la coda.
Uhm... ottima argomentazione, ma passiamo oltre. Strumenti mortali... nah, mai letto. Però mi inquieterebbe molto vederla nei panni di uno stregone.
Intanto tu hai uno scettro magico.
Non ricordarmelo, per favore. Percy Jackson: ha soltanto visto il film. E passato metà del tempo a lamentarsi per come reinterpretavano la mitologia greca, aggiungerei.
Sarà per quello che il risultato è "mortale". Se fosse stata una dea, non si sarebbe lamentata della mitologia.
Il ragionamento non fa una grinza.
Il prossimo è... uh, le cronache di Narnia!
Ha divorato tutti i libri almeno un paio di volte. Visti i suoi deliri di onnipotenza e la sua tendenza sadica contro di me, però, l'avrei vista anche come Strega bianca.
Però i libri dicono che la strega è molto alta, e Clara è bassa.
Andiamo avanti. Games of thrones, alias "Cronache del ghiaccio e del fuoco" di George Martin. Ha letto i primi libri della serie, ma si è un po' stancata... il telefilm, invece, è nella sua lista delle cose da vedere. In effetti, con tutte le liste di cose da fare che ha in testa, mi stupisce che questa ragazza sprechi il suo tempo su Internet.
Casa Arryn. Loro abitano in montagna, a Clara piace andare in montagna. Approvato.
Aspettate un attimo, voi due... come è che Piccolo troll mi conosce così bene?
Oh no, è tornata.
Sono anche io un prodotto della tua immaginazione, e quindi vivo nella tua testa.
Caspita, che testa affollata che ho.
Perché sei riemersa dal tuo angolino?
Perché è arrivato il momento che preferisco nell'intero test! Doctor Who, personaggio: il Dottore! Chi è la migliore?
Non commento.
Neanche io.
Molto bene, era a quello che miravo. Beh, Delirium non lo conosco. Per Star Trek, invece, sono una Vulcaniana.
Lunga vita e prosperità.
Se continua così, per la prosperità la vedo dura.
Battlestar Galactica non l'ho mai guardato, ma noto che sono un'umana anche lì.
Fantastico, significa che probabilmente in qualche domanda non hai barato. Come invece hai sicuramente fatto con quell'altro test che stai pensando di pubblicare.
Ehi, io non baro ai test! E sicuramente non ho barato per ottenere questo:


Ehi, Clara è sparita di nuovo!
Sta improvvisando una danza di vittoria e compiacimento di fronte al computer, in quanto il suo migliore compagno è risultato essere il Dottore.
Ma se nel test prima lei era il Dottore, vuol dire che ha una relazione con se stessa?
Uhm, la logica da troll sta iniziando a piacermi.
A me no. Voi due vi siete subdolamente impadroniti del mio post sui quiz, occupandolo interamente con i vostri commenti malefici!
Non incolpare noi se tu sei troppo pigra per scrivere post seri e preferisci ricorrere ai siparietti.
Beh, adesso riprendo io il comando. Devo ancora dire ai lettori dove possono cimentarsi in questi due fantastici test.
Dillo e facciamola finita.
Per ottenere la vostra Identification Card, andate qui. Mentre, per scoprire il vostro compagno ideale, o la vostra compagna dato che c'è anche il quiz per i personaggi femminili, il vostro punto di partenza è questo.
E con queste preziose indicazioni per scoprire nuovi aspetti di voi, vi saluto anche per oggi!
Anche Piccolo troll vi saluta! Mi raccomando, continuate a seguirci... anche il cinese!
Io vado a investigare su questo cinese, è assai sospetto che sia rimasto qui fino alla fine del post. Per me è una spia del complotto internazionale.
Cosa sarà mai questo misterioso complotto di cui la Voce si preoccupa tanto? Il cinese è davvero una spia? Lo scoprirete nel prossimo episodio di The Voice in Wonderland! Nell'attesa, buona giornata a tutti! ^_^

Clara

domenica 13 gennaio 2013

Navigando senza meta...

Buongiorno a tutti!

Vorrai dire a nessuno.

Su, Vocina mia, non essere crudele... non ti sei divertita in vacanza?

No. Ero andata nella testa di un politico, una voce mia amica mi aveva detto che c'erano ampi spazi liberi per costruire la pista di pattinaggio incorporeo più strabiliante che avessi mai visto.

E non era vero?

Verissimo. Ma poi è iniziata la campagna elettorale, la testa si è surriscaldata e la pista si è sciolta. Ho rischiato l'annegamento.

Così impari a dirmi tante cattiverie. E' una punizione del tuo karma. U_U

Se lo dici tu... comunque, perché non cerchi di dare un senso compiuto a questo blog, oltre ai tuoi patetici siparietti mentali?

Sei tu che mi provochi.
Ma meglio che ritorni a rivolgermi ai lettori... dunque, primo post dell'anno. Un po' in ritardo, ma anche Animula Solivaga entra nel 2013. Anno nuovo, vita nuova... anche un nuovo blog?

Per carità, no! Uno basta ed avanza!

No, questo blog rimarrà quello che è stato negli ultimi mesi. Un angolino dove accumulare tutto quello che mi passa per la testa e condividere con qualcuno le mie passioni, le mie scoperte ed il mio pietoso senso dell'umorismo. Un piccolo spazio personale da cui affacciarmi, e farvi affacciare, su altre dimensioni, che siano scritte sulle pagine di un libro, illustrate in un fumetto, riprese da una telecamera oppure pescate nel mare virtuale di Internet. Un blog, insomma, che non ha una vera e propria destinazione, ma solo tanti viaggi da proporvi.
E dunque, quale modo migliore per iniziare che con qualche minuscolo assaggio dei divertenti gioiellini in cui si può incappare, navigando sulla rete?

Un assaggio di biscotti sarebbe migliore.

Taci tu, che non hai neppure uno stomaco. In ogni caso, quello che voglio fare oggi è proporvi qualche link con cui sprecare un po' del vostro tempo, proprio come ho fatto io.
Iniziamo con un giochetto che mi ha tenuto impegnata per qualche ora, dopo averlo iniziato con la convinzione profonda che gli avrei dedicato solo qualche minuto. Si tratta del labirinto di Puzzlenauts (potete giocarci qui), e toccherà a voi aiutare la povera protagonista Sofia a districarsi nelle sue 49 stanze, spostando i blocchi che ostruiscono il passaggio. Presto fatto? Provate e ve ne accorgerete!


Ma se, dopo la fatica mentale richiesta dalla risoluzione di questo puzzle, avete voglia di sfogarvi un po', cosa c'è di meglio di un classico giochino in cui sparare a tutto quello che vi compare davanti? Ancora meglio se si
lasciano in pace gli altri esseri umani e ci si accanisce contro qualche pollo alieno. Onde per cui, non posso fare altro che suggerirvi l'ormai illustre Chicken Invaders! A questo indirizzo, potrete divertirvi a disintegrare ondate di gallinelle decise a conquistare la terra con le loro malefiche uova, in un'esclusiva versione natalizia. Un po' in ritardo forse, ma è l'ideale per rilassarsi un po'.



Se invece avete voglia di dedicarvi a qualcosa di più creativo... beh, chi ha già letto qualche altro mio post ricorderà sicuramente la mia insana passione per i dress up games, no? E se la vostra conoscenza risale fino alle mie primissime recensioni, ricorderete anche il mio interesse per i manga. Purtroppo le mie capacità di disegno non sono minimamente all'altezza delle mie vaghe aspirazioni artistiche... e quindi, invece di esercitarmi o seguire corsi di disegno, ricorro a giochini che permettono di crearsi le proprie pagine manga, scegliendo tra svariate scene e personalizzandone i personaggi.
Potete trovare una raccolta di romantici momenti in stile giapponese a questa pagina. Come potrete osservare, ci sono molte possibilità diverse. Io, ad esempio, ho ricreato una scenetta che vede come protagoniste me (a destra) ed una qualsiasi mia conoscente random (a sinistra), tra le tante che ho ormai importunato con la mia passione per Doctor Who:



Notare la straordinaria verosimiglianza dei personaggi...

Recentemente la stessa creatrice sta lavorando anche ad una nuova serie di pagine manga a stile fantasy, che mi hanno permesso di realizzare questi due personaggi qui sotto:


Sono ispirati a Ling e Lan Fan di Fullmetal Alchemist: Brotherhood, uno dei miei anime preferiti, ma trasferiti in un universo fantasy. Così riesco ad accontentare contemporaneamente la mia anima creativa ed il mio cuoricino di fangirl: due piccioni con una fava!

E ad accontentare me piantandola di sproloquiare non ci riesci mai, vero?

Tu sei incontentabile, Voce. Sentiamo, che cosa vorresti per essere soddisfatta?

Beh, che tu usassi questo spazio anche per proporre qualcosa di utile. I giochini vanno bene, ma Internet può anche essere utilizzato in modo più produttivo.

Uhm, potresti avere ragione. Quindi, incredibile ma vero, concluderò questo primo post del 2013 con qualcosa di serio. Sei contenta ora?

Voglio proprio vedere se ce la fai...

Cari lettori, se dopo aver letto le mie solite sciocchezze avete ancora qualche minuto libero, e volete impiegarlo in modo un po' più utile, vi invito a dare un'occhiata a questo sito:
www.primariedellacultura.it
Si tratta di un'iniziativa promossa dal FAI (Fondo per l'ambiente italiano). Il sito propone una lista di brevi proposte relative appunto ai temi della tutela dell'ambiente e della cultura, tra cui gli utenti ne possono votare tre. I risultati verranno poi trasmessi a tutti i partiti in lista per le prossime elezioni, in modo da rendere loro noto che ci sono cittadini interessati a questi temi,  e nella speranza che decidano di tenerne conto nei loro programmi. Inoltre la votazione serve a sensibilizzare la gente riguardo ai problemi del patrimonio culturale ed ambientale italiano.
So benissimo che ci sono moltissimi altri problemi in Italia, e sicuramente anche molte iniziative lodevoli quanto e più di questa... ma intanto, perché non concedere un paio di click anche a questi argomenti spesso sottovalutati?

Non ci credo. Hai scritto qualcosa di serio! Dannazione, stavolta non posso neanche insultarti.

Che soddisfazione! ^_^
Bene, penso di avervi dato abbastanza link perditempo per oggi. Spero che qualcuno li possa trovare interessanti, e che quest'anno porterà tanti altri post come e meglio di questo. In attesa che mi venga l'ispirazione per scriverli e pubblicarli, però, tanti saluti a tutti.

Au revoir!

Da quando parli francese?

Ci sono tante cose che non sai di me, Clara...

L'unica cosa che mi interesserebbe davvero sapere è come liberarmi di te. Cari lettori, a presto!

Clara
e la Voce

martedì 11 dicembre 2012

Inutili sproloqui di una blogger infreddolita



Udite, udite, persone capitate in questo blog per sbaglio! L'autrice (anche lei per sbaglio) di questo blog vuole annoiarvi a morte con i suoi sproloqui autoreferenziali, fuggite finché siete in tempo!

Mi libererò anche di te, stupida voce...
Ordunque, mi sto sempre più convincendo dell'esistenza di una distorsione temporale intorno a me, dal momento che mi sono accorta ieri di aver abbandonato questo mio povero angolino virtuale da fine novembre. In attesa che arrivasse un certo Dottore a risolvere il mio problema, ho iniziato a pensare a qualche argomento interessante con cui riprendere la mia attività di blogger.

Poi è arrivato il suo turno in cassa ed è passata a pensare a dove fosse finito il suo portafoglio.

Già, ma la teoria delle distorsioni dimensionali che si creano sul fondo delle borse la conservo per un'altra occasione. Mentre dunque camminavo intrepida verso il mio appartamento, sprezzante delle temperature artiche e dell'oscurità che avanzava, mi sono imposta di dedicare qualche minuto della giornata di oggi al blog. Così, questa mattina, ho realizzato che avevo ancora una grafica decisamente autunnale ed impropria al periodo natalizio.

Quello che sta cercando di dirvi è che, invece di scrivere un post intelligente, ha dedicato l'ultima ora a modificare la grafica del blog, tra l'altro con scarso successo.

Insomma, dopo il notevole sforzo mentale richiesto dalla scelta di sfondo e colori, non avevo voglia di scrivere anche una recensione impegnativa, così ho deciso che per una volta non la scriverò. Insomma, questo blog è nato come esperimento, come mezzo per esprimere al mondo i miei viaggi mentali, e quindi, in definitiva, come un tutto e niente in cui posso fare tutto ciò che voglio.

Qualcuno qui deve inserire la propria fotografia sotto la definizione di "megalomane" del dizionario.

Continuando a sorvolare elegantemente su quanto il lato contestatore della mia mente sta tentando di dire, vi esporrò quindi i principali motivi per cui questo blog è stato abbandonato:

1) Esami in avvicinamento. Essere una studentessa universitaria richiede impegno...



2) Avevo una scorta di episodi di Fairy Tail da guardare e dovevo sapere cosa succedeva a Natsu & company. Se non avete idea di cosa io stia dicendo, vi rimando a questo vecchio post.

3) Ho scoperto quanto sia divertente mettere insieme pezzi di immagini trovate in giro per Internet per trasmettere profondi significati come questo:




4) Dovevo testare altri giochi di bamboline online. Se vi stupite che una ragazza seria e posata come la sottoscritta giochi ancora con le bambole, date un'occhiata qui. Ed ecco una delle mie artistiche produzioni... si nota che ero in carenza di zuccheri quando l'ho fatta? Il mio desiderio di ciliegie a dicembre non è normale.


5) Non avevo l'ispirazione.

Detto questo...

 ...e congratulandomi infinitamente con chiunque sia riuscito ad arrivare in fondo a codeste farneticazioni irrilevanti...

Vi saluto e me ne vado a progettare post con un senso compiuto, metodi di studio che abbandonerò dopo due ore ed atroci vendette contro alcuni ex-compagni di classe che mi ignorano. Non necessariamente in quest'ordine.

E dal momento che lei se ne va, assumo il comando del blog per il tempo necessario a dirvi quello che Clara è troppo distratta per confessare. Ovvero, che con gli esami di cui ha già sproloquiato la quantità di tempo che può sprecare su Internet diminuirà progressivamente da ora a gennaio. Se non avete più notizie di questo blog, quindi, non sperate subito che abbia deciso di dedicarsi alla coltivazione delle patate. Potrebbe semplicemente essere affogata in un mare di libri.

E il naufragar m'è dolce in questo mare...

Non fare citazioni a caso e vai a studiare, tu! Gentili lettori per sbaglio, arrivederci al prossimo post.

Tutti i commenti che mi inciteranno nella mia carriera universitaria o condivideranno le mie pene sono estremamente graditi. Se non tornerò qui, sappiate che vi ho voluto bene!

Nevrotica melodrammatica. Saluta e basta.

Tanti saluti,
Clara
e la Voce

lunedì 5 novembre 2012

Mercati, mercatini e cacce al "tesoro"

E' appena passata la festa di Halloween, ed entro pochissimo i negozi si sbarazzeranno di zucche e fantasmini per iniziare a rivestirsi di rosso e bianco, i colori natalizi. Non c'è tempo da perdere per iniziare ad accalappiare i clienti, giusto?
Ma non ci sono solo i negozi per fare acquisti: recentemente, sto riscoprendo il mercato: vie o piazze in cui si sussegue una parata di bancarelle e banchetti, in fila come soldatini che espongono le proprie merci all'occhio attento della casalinga, a quello distratto dei ragazzi che passeggiano o a quello depresso di una ragazza che sta aspettando le amiche per prendere un aperitivo insieme. L'ultimo caso, il mio, ha portato all'invenzione di un nuovo modo per occupare il mio tempo durante l'attesa. E quindi, visto che non aggiorno questo blog da qualche giorno, mi sono detta: perché non rendere Internet partecipe della mia ultima (poco) geniale trovata?
La "caccia al tesoro del mercato" si basa su un principio molto semplice. In base alla mia esperienza, tutti i mercati presentano degli elementi ricorrenti: un buon modo per occupare il tempo, e per allenare le proprie (nel mio caso scarse) capacità di osservazione, può essere quello di individuare questi elementi.
Ecco la mia lista di "must" del mercato:
1) Il banco di abbigliamento gestito da cinesi.
2) Il banco di bigiotteria/chincaglieria varia gestito da indiani/bengalesi/quale che sia la loro nazionalità
3) Il banchetto politico, in cui due o più persone distribuiscono zelantemente volantini o raccolgono firme per le iniziative più disparate.
4) I testimoni di Geova, o rappresentanti di qualche altro gruppo religioso, che elargiscono opuscoli dal profondo significato spirituale. Alla fine del mercato, quasi tutti i fogli distribuiti possono essere rintracciati nei cestini della carta straccia.
5) Il banco dei prodotti siciliani. Quelli delle altre regioni sono intercambiabili, ma devo ancora trovare un mercato dove non ci siano le specialità dalla Sicilia.
6) La combriccola di signori anziani o di mezza età che parlano di politica o economia, in genere in mezzo alla strada, in modo da costringere i passanti ad interessanti contorsioni per superarli.
7) Il cagnolino portato in braccio o in un passeggino, e ben imbacuccato in un vestito o una coperta. Non si sa se invidiarlo o compiangerlo.
8) Il bambino/la bambina che piange e fa i capricci, mentre i genitori imbarazzati tentano di trascinarlo/a via.

Insomma, un simpatico guazzabuglio di umanità, che neppure il freddo e la pioggia possono scacciare. Tra qualche settimana, poi, a questa fiera settimanale si aggiungeranno anche i mercatini natalizi. Come sottrarsi al fascino di casette in legno ed abeti con più palline che aghi? Ma soprattutto, per quanto mi riguarda, come rinunciare alla cioccolata calda il cui profumino sembra invitarti da cinquecento metri di distanza? Personalmente mi sto già leccando i baffi...
Nell'attesa, ed in attesa che io mi decida a pubblicare un post con un senso compiuto... tanti saluti a tutti! ^_^

lunedì 22 ottobre 2012

Di treni e tempo da perdere






Visto che nel primo post vi ho promesso di condividere con voi i miei modi per perdere tempo, ecco a voi 10 suggerimenti accuratamente sperimentati per occupare le ore durante un lungo (e solitario) viaggio in treno:



1) Portarsi un libro da leggere:
Che sia una lettura impegnativa su cui dovete rompervi la testa per ragioni scolastiche, oppure un semplice intrattenimento, un libro rimane sempre il modo migliore per perdersi in un altro mondo...

2) I compagni di viaggio:
Spesso i totali sconosciuti che per caso occupano il tuo stesso vagone possono rivelarsi fonte di intrattenimento e spunti interessanti. Si va dalla ragazzina che sta leggendo proprio quel libro che ti era piaciuto tanto alle scuole medie (e via con il tuffo nei ricordi...) ai bambini che dibattono sui loro cartoni preferiti (nulla a confronto di quelli che guardavi TU alla loro età, è certo), al distinto signore in giacca e cravatta che legge un fumetto sulla vita di Pasolini. Se si vuole spingersi oltre, si può provare ad immaginare la loro storia... dove stanno andando? Cosa ci vanno a fare? E quel tizio con l'aria da criminale, non potrebbe essere appena evaso dal carcere? Oppure...
Con un po' di fantasia, la noia è scongiurata!

3) Riviste di enigmistica:
Cruciverba, sudoku, rebus, e quant'altro possa aiutare a tenere la mente occupata. Oltre a passare piacevolmente il tempo, si può anche allenare il cervello!

4) Scrivere:
Perché non approfittare delle ore di forzata immobilità per sfoderare finalmente quel racconto che hai sempre tenuto in un cassetto del tuo cervello, oppure quella fanfiction che ti ronza in testa da mesi? O magari, semplicemente, potrebbe essere l'occasione buona per mettere per iscritto quell'episodio che vuoi assolutamente ricordare, quei pensieri che hai bisogno di esprimere. O ancora, come pensate che sia nato questo post?

5) Guardare fuori dal finestrino:
Non è certo praticabile per un intero viaggio, ma per qualche minuto è assai gradevole riposare gli occhi lasciandoli scorrere su distese di campi coltivati e piccoli paesi con i loro campanili svettanti. Nonostante le condizioni in cui versa fin troppo spesso il paesaggio italiano, è ancora possibile cogliere scorci di bellezza ambientale ed artistica che, senza un pizzico di attenzione, potremmo non notare mai.

6) Sonnecchiare:
Particolarmente consigliato di mattina presto, soprattutto se si è stati alzati la notte precedente. Il trucco sta nel trovare un sedile passabilmente comodo, in un vagone non troppo trafficato, o comunque con passeggeri silenziosi e sonnacchiosi quanto te. Il moto del treno concilia bene il sonno, parola di Clara.

7) Giochini del cellulare/computer:
Per liberare la mente da qualsiasi pensiero serio, non c'è niente di meglio che cominciare a smanettare sull'oggetto tecnologico scelto, sparando ad invasori alieni o insettoidi fino a consumare i tasti, oppure dedicandosi alle mille altre attività che in genere ci affrettiamo a chiudere quando qualcuno ci passa vicino (soprattutto se dovremmo lavorare o studiare). Qui nessuno vi dirà niente, quindi... è ora di battere quel maledetto record!
Attenzione: può creare dipendenza

8) Organizzare la propria vita:
Dunque, ricordi tutte quelle decisioni che hai rimandato a data da definirsi, in mancanza di tempo per pensarci sopra? Ricordi i diecimila corsi a cui volevi iscriverti, finendo per non sceglierne neppure uno? Oppure tutte quelle cose che ogni sera, andando a letto, ti riprometti di fare il giorno dopo, salvo poi ricordartene solo la sera seguente quando sei stanco morto?
Bene, ora non hai niente altro da fare: è il tuo momento! Fai una lista di cose da fare, di libri da leggere, di film da guardare, di persone che devi contattare. Stabilisci delle priorità e delle date precise. Preparati un orario, magari. Così, quando sarai sceso dal treno, dovrai solo (si fa per dire) passare alla pratica.

9) Chiacchiera:
Questo è il metodo più difficile, se non conosci nessuno, ma il più semplice se sei in compagnia di conoscenti o amici. Intavolare una conversazione con sconosciuti dall'aria simpatica può riservare grandi sorprese... e, male che vada, non devi preoccuparti di fare pessime figure. Quando sarai sceso dal treno, non li vedrai mai più.

10) Ascolta musica:
Sempre efficace, soprattutto se hai un catalogo ben fornito. Lasciati cullare dalle note e dalle parole di una canzone che ami o di una che stai ascoltando per la prima volta, ed il tempo volerà!

E voi cosa ne pensate? Avete qualche altro metodo da consigliarmi?


Clara