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domenica 18 ottobre 2015

Ricerca online: quando Internet può salvarti la tesi

Ovvero, il post che avevo promesso mesi e mesi fa su come cercare materiale per una tesi di laurea, ma anche per qualsiasi altro genere di ricerca, o solo per interesse personale, tramite quel meraviglioso strumento che risponde al nome di Internet. Le biblioteche sono meravigliose, ma non sempre hanno tutto quello che ci occorre, ed a volte è fisicamente impossibile reperire il materiale che ci serve, o anche solo capire come trovarlo. A differenza dei nostri colleghi di qualche anno fa, noi abbiamo un grande aiuto: l'enorme mole di materiale pubblicato online o digitalizzato dal formato cartaceo. E non sto parlando di Wikipedia, ma di articoli e saggi accademici, che non sfigureranno nella vostra bibliografia.
Premessa: io mi occupo di archeologia, quindi molto di quello che proporrò potrebbe più utile a chi si occupa di materie umanistiche. Diversi di questi siti non sono comunque specializzati, ma comprendono qualsiasi ambito accademico, quindi anche chi si occupa di altri campi potrebbe trovare materiale utile. Pronti?

1) Academia.edu
Questo sito è utilissimo per recuperare i contributi più recenti su un argomento. Sempre più studiosi, anche di grande fama, lo stanno utilizzando, condividendo qui i propri articoli e saggi. Essendo un sito "aperto a tutti", nel caso di nomi completamente sconosciuti conviene una piccolissima ricerca biografica per assicurarsi che effettivamente sappiano di cosa stanno parlando, ma in genere il materiale caricato è valido ed utilissimo, liberamente e comodamente consultabile, anche se per scaricarlo dovete iscrivervi.

2) Persée

Il Portal de Revues en sciences humaines et sociales, sito francese, offre un vastissimo catalogo di vecchi numeri di riviste liberamente consultabili. Per la maggior parte sono appunto in francese, ma non è raro trovare anche articoli in altre lingue, ovviamente a seconda dell'ambito di interesse. L'interfaccia di ricerca è assai facile da usare, e permette di specificare singoli termini, ma anche data, lingua, genere di pubblicazione e rivista specifica. Se la vostra tesi, o ricerca, o interesse personale, vi conduce a cercare articoli francesi degli scorsi decenni, questo sito è a dir poco prezioso.

3) Gallica

Ancora una volta, un sito in francese, dedicato alla Bibliothéque Nationale de France, ed ai milioni di documenti, libri, riviste, immagini e altro, in essa contenuti che sono stati digitalizzati e resi così fruibili al pubblico. Non molto utile per i contributi più recenti, ma se vi servono fonti di inizio secolo o del secolo scorso, oppure ancora più antiche, magari per un lavoro di storia moderna o contemporanea, o per ricostruire la storia degli studi su un argomento, può essere assai utile fare una ricerca anche qui. Come nel caso precedente, l'interfaccia è semplice e permette di fare ricerche molto precise.

4) Digitale Bibliothek dell'università di Heidelberg

Premetto che questo sito è completamente in tedesco, un dettaglio che potrebbe rallentare le ricerche, ed in generale non è di utilizzo immediato quanto gli altri, ma contiene anche una vasta mole di materiale digitalizzato in altre lingue, italiano compreso, quindi può valere la pena di fare uno sforzo. Ancora una volta ci si trova di fronte ad un'immensa quantità di materiale, quindi se state cercando di rintracciare un vecchio testo e non l'avete trovato su Gallica o Persée, potrebbe benissimo essere qui.

5) Année philologique

Rispetto agli altri siti citati, questa ha il difetto di non essere liberamente consultabile, è necessario un abbonamento... ma non temete, è probabile che la vostra università lo abbia già sottoscritto. Accedendo da un computer dell'ateneo o utilizzando un apposito proxy sul vostro, non avrete problemi. Tra l'altro, l'Année Philologique è uno di quei casi in cui l'edizione digitale è più aggiornata di quella cartacea, seppure sempre in ritardo di un paio d'anni sulle pubblicazioni. Questo database vi permetterà di costruirvi una bibliografia di articoli, saggi e qualsiasi altro testo sia uscito sull'antichità greca e latina (ma c'è anche una parte su altre culture correlate).Oltre ovviamente alla filologia, c'è un ampio spazio anche per altre discipline, come epigrafia o, ovviamente, archeologia. Tra l'altro si tratta di uno strumento assai illustre, la versione cartacea fu fondata nel 1926, quindi se andate a dire al vostro relatore che avete consultato l'Année ne sarà certamente soddisfatto.

6)Searchable Greek Inscriptions

Questo sito, curato dal Packard Humanities Institute, vi può servire se la vostra tesi coinvolge del materiale epigrafico in lingua greca. Se la vostra tesi non c'entra nulla con l'epigrafia greca potrebbe non essere così utile. Si tratta di una vastissima raccolta di iscrizioni greche, suddivise per regioni, in cui potete cercare anche soltanto una parola e vedere dove compare, con i riferimenti alle edizioni per approfondire l'argomento. Anche questo è liberamente consultabile, e per quanto "di nicchia" può sempre interessare. Magari qualcuno sta facendo una tesi sulla letteratura greca e vuole sapere se una formula era usata anche fuori dalle fonti letterarie, oppure vi siete sempre chiesti se quel termine su cui vi eravate tanto arrovellati al liceo fosse effettivamente usato fuori dalla poesia.

7) Ancient World Online
Questo sito, che tra l'altro è su blogger, a differenza degli altri non serve a cercare la bibliografia... serve a cercare i siti su cui cercare la bibliografia. Sì, sarebbe bastato mettere questo link all'inizio e vi sareste risparmiati di leggere tutto questo post. AWOL è appunto una lista di risorse Open Access per gli studi antichi, dalle fonti classiche alle riviste, dai database ai manoscritti digitalizzati, qui troverete una quantità pressoché inesauribile di link a materiali utili. Essendo così assolutamente immenso, potrebbe non essere facile trovare quello che di preciso state cercando, se non ne sapete già il nome, c'è il rischio che risulti dispersivo. Ma se vi serve una rivista specifica e volete sapere se è reperibile online, o se semplicemente volete leggere qualcosa a tema storico (o archeologico...) senza spendere troppo e senza muovervi dal vostro schermo, questo è il posto che fa per voi. Una raccolta preziosissima e soprattutto continuamente aggiornata con l'aggiunta delle risorse più recenti... e tra l'altro è pure qui su Blogger.

Comunque, spero di essere stata utile a qualcuno. Ovviamente la quantità di risorse online disponibili per la ricerca è immensa ed in continuo aumento, quindi prima o poi potrei tornare sull'argomento. Nell'attesa, buona lettura a tutti, e se siete capitati qui mentre state facendo la tesi in bocca al lupo!

Clara
 


lunedì 14 settembre 2015

L'università: istruzioni per l'uso







Settembre, quest'anno, vuol dire l'inizio di una nuova avventura, la laurea magistrale. Nuova città, nuovo alloggio, nuovo corso. Quale momento migliore per fare un po' il punto della mia esperienza universitaria finora, ed usarla per dare qualche consiglio a chi sta per cominciare?

Consigliamo ad esempio di non usare l'università come scusa per qualsiasi cosa vi dimentichiate di fare, perché prima o poi la gente inizierà a chiedersi se li stiate prendendo in giro o se siate proprio cretini. Esempio a caso... Clara.

Consigliamo inoltre di non decidere che dovete aggiornare più spesso il vostro blog subito prima degli esami. Esempio a caso... Clara.

Consiglio inoltre di liberarvi di eventuali voci nella vostra testa e troll che le accompagnano prima di iniziare, perché altrimenti continueranno ad interrompere ogni volta che state cercando di scrivere un post serio. Esempio a caso... loro.

Clara, se non ci vuoi basta dirlo. Vorrà dire che andremo a progettare altri modi per rivelare a tutti le tue menzogne per conto nostro.

Se ne sono andati? Va bene, allora ricominciamo. Che cosa mi hanno insegnato questi anni di università? E che cosa avrei voluto sapere fin da subito?

- Attacca bottone!
Quando ho iniziato l'università, ero una  tipetta piuttosto asociale ed incapace di relazionarsi con il prossimo, soprattutto con i perfetti sconosciuti. In effetti, molto spesso lo sono ancora... ma per una serie di combinazioni astrali favorevoli, divina provvidenza o botte di fortuna, nei miei primissimi giorni di vita universitaria una serie di persone hanno iniziato a chiacchierare con me, e ritrovarsi a vagare per le vie di una città ancora sconosciuta a tutte cercando il posto più economico dove pranzare, o assembrate di fronte ad un computer a cercare di capire come si compili un piano didattico, è sembrata una conseguenza naturale. E così, mese dopo mese, conoscenza di una conoscenza dopo l'altra, ho conosciuto alcune delle amiche a cui sono più affezionata.
Altre volte, ho provato a prendere io l'iniziativa. In realtà, superato il blocco iniziale, non è difficile iniziare una conversazione:
" Tu c'eri alla scorsa lezione? Non ho scritto una cosa negli appunti."
" Ma tu hai capito il nome-impronunciabile-di-sovrano/divinità/studioso che ha detto prima?"
" Hai mica una penna in più?"
" Ma tengono sempre così freddo in aula o si è rotto il riscaldamento?"
" Siamo nell'aula giusta, vero?"
L'università fatta insieme è molto più facile che da soli, questo è sicuro. Non è necessario che tutti quelli che conosciate diventino i vostri amici del cuore, ovvio, ma sapere come si chiamano rende meno imbarazzante chiedere loro gli appunti di quella volta che siete stati assenti, ed è sempre piacevole avere qualcuno con cui andare a prendere un caffè quando proprio non ce la potete fare, o con cui scambiare due parole prima delle lezioni. Per non parlare del fatto che, soprattutto se siete al primo anno, ci sono tutte quelle piccole e preziose informazioni su cose come dove andare a mangiare, o cosa fare la sera, sconti per studenti e attività culturali/sportive/ricreative... tutte cose che solo il passaparola può insegnarvi! Quindi, se non lo fate per simpatia, fatelo almeno per comodità ;)

- Esplora!
Se sei in una grande università, è probabile che ci siano anche parecchi spazi, spesso e volentieri dispersi in giro per la città. Il che si traduce in diverse biblioteche, diverse sale studio, diversi punti ristoro... e, notizia flash, non sei tenuto a rimanere in quelli della tua facoltà. Nei primi tempi, girare un po' può aiutare a scoprire una sala studio "periferica" molto meno affollata di quella "principale", o un posto dove mangiare risparmiando, o semplicemente un angolino comodo dove rilassarsi un po'. Personalmente, quando dovevo studiare seriamente, preferivo di gran lunga fare due passi in più ed andare in una sala studio dove c'erano solo due persone oltre a me: potevamo espandere il nostro materiale su un tavolo a testa, nessun problema di connessione internet perché c'erano pochi apparecchi, nessuna lotta per accaparrarsi le prese elettriche. Certo, in quei periodi rilassati in cui "studiare" è relativo, può essere meglio la sala studio dove trovi senza problemi qualcuno con cui fare una pausa caffè, ma è meglio avere già pronto un piano B ;)

-  Organizzati!
Ve l'hanno già detto tutti, ma giusto per rompere le scatole lo dico anche io. All'università non hai compiti per casa e professori che ti dicono che devi studiare ogni giorno. E soprattutto se sei un fuorisede, non hai neppure i genitori che svolgono la stessa fastidiosa ma tutto sommato utile funzione. In compenso, hai molte più distrazioni... quindi tocca a te gestirti con i ritmi.
E lo studio non è l'unica incombenza che pesa sui poveri studenti. Se vivi in un appartamento, devi andare a fare la spesa e, una volta ogni tanto, ti toccherà anche fare le pulizie. Se fai il pendolare, 
devi calcolare il tempo per arrivare all'università (e se lo fai in treno, aspettati che questi calcoli diventino inutili almeno una volta al mese... Trenitalia non ci ama).
Quindi, per diminuire la quantità di crisi isteriche, nottate in bianco e drammi domestici che attendono l'universitario medio, il modo migliore è rassegnarsi ed imparare a gestirsi in modo un po' più responsabile fin dall'inizio dell'anno. Un po' di studio ogni giorno, tenere in ordine i propri appunti invece di farli accumulare in un cassetto ed aspettare la settimana dell'esame per cercarli, sapere quando devi fare cosa e soprattutto farlo... non ci vuole molto, ma ti può salvare la vita più tardi. "Non fare oggi quello che puoi rimandare a domani" non è un buon motto. Il pigro intelligente fa poco (ma bene) oggi per poter fare meno domani.
In tre giorni?! Ma siamo impazziti?!


- Impara!
E questa è la cosa fondamentale. In un mondo ideale, l'università è un luogo dove giovani ed anche meno giovani possono imparare, seguire i propri interessi e sviluppare le proprie conoscenze e competenze, confrontarsi con altri che condividono queste passioni. Nel caso non lo aveste ancora sospettato, non viviamo in un mondo ideale, ma quasi tutti coloro che ho conosciuto all'università erano lì proprio perché appassionati, curiosi e desiderosi di imparare. Certo, ci sono persone che vanno all'università perché lo sentono come un dovere, perché non sanno che cosa fare e lo considerano un "parcheggio", o solo in previsione del lavoro che vogliono fare tutto. A parte il fatto che al giorno d'oggi se cercate un lavoro sicuro e remunerativo vi conviene fare gli idraulici, una volta che siete lì, tanto vale approfittarne.
E con impara, non intendo solo "studia per passare un esame". Se un argomento ti interessa, questo è il momento migliore per approfondirlo. Le università hanno a disposizione biblioteche e risorse utilissime, ed i professori, se sono bravi e non troppo stressati, sono lì per rispondere alle vostre domande. Lo studio non è qualcosa che dovete patire, ma un'occasione per scoprire qualcosa di nuovo.
Poi, certo, ci sarà sicuramente quel maledetto esame obbligatorio di cui non potrebbe importarvi di meno, ed a cui preferireste un martello su un piede. E probabilmente arriverà il periodo in cui non potrete approfondire nulla, e vi chiederete chi ve l'ha fatto fare. A quel punto, ricordatevi di quello che vi piace e vi incuriosisce, della passione per cui siete lì, stringete i denti ed andate avanti.

- Non si vive per studiare
Andare all'università non implica che dovete abbandonare tutto il resto della vostra vita, dire addio ad amici e famiglia e passare dai tre ai dieci anni in reclusione, meditazione e digiuno. Sì, dovete studiare, ma ricordatevi sempre che la vita non è solo quello. Di solito, nelle città universitarie ci sono associazioni studentesche che organizzano attività interessanti di qualsiasi genere, e ci sono gli eventi organizzati indipendentemente dall'università.
Io ero in una sede distaccata in cui ci lamentavamo più o meno continuamente del fatto che ci fosse poco da fare, e che soprattutto d'inverno tutto fosse “morto”. E nonostante questo, una volta che mi sono data una svegliata ed ho cominciato a guardarmi attorno… ho fatto un corso di pizzica, lezioni di ballo indiano e danze popolari, festival, cineforum. E se ce l'ho fatta io, ce la può fare chiunque.
Quindi, non dimenticatevi lo studio per fare altro, ma non rinchiudetevi neanche solo in mezzo a libri o appunti, cosa che tanto dovrete comunque fare subito prima degli esami. Quando potete, e se vi siete organizzati bene (vedi sopra) potrete di sicuro, fate anche altro. Uscite. Conoscete gente. Allargate i vostri orizzonti, e scoprite qualcosa di nuovo, nuove passioni e nuove sfide. L'università serve anche a quello.

scegline una
Non disperate, non è detto... almeno, non sempre.
 A tutti quelli che stanno per cominciare l'università, per la prima o l'ultima volta che sia, in bocca al lupo!

Clara

sabato 18 luglio 2015

Come arrivare alla laurea vivi e (forse) sani di mente - 1

Bene, pare che la nostra Clara si sia decisa a tornare nei paraggi... ma dal momento che si vergogna troppo, è stato unilateralmente (da parte sua) deciso che le spiegazioni per l'assenza le darò io, dopodiché la sottospecie di blogger vi ricorderà per quale motivo non vi mancava affatto con uno dei suoi cosiddetti "post di consigli", meglio noti come "post di errori che ho fatto e che voi potete evitare".

Non era esattamente questo il discorso che avevo in mente...

Taci tu, ti sto introducendo. Dove ero arrivata?

Devi spiegare perché Clara è sparita nel nulla. Ovvero, è stata rapita da un esercito di pinguini ninja.

Grazie, mio fedele assistente, grazie. Allora, pinguini ninja a parte, pare che Clara non si fosse resa conto che fare la tesi richiede, effettivamente, di scrivere una tesi. E questo individuo non è capace neanche di scrivere un post da venti righe senza distrarsi centoventi volte, quindi figuriamoci... nel frattempo, giusto per unire l'utile al dilettevole, il suo netbook, dopo averla caritatevolmente sopportata per anni, ha deciso che non ne poteva più e l'ha abbandonata. La sua tesi, per fortuna più che per previdenza, era al sicuro su Dropbox. I suoi racconti, fanfiction, diario segreto da mostrare come prova agli psichiatri quando sarà incarcerata e vorrà giocare la carta dell'infermità mentale, e tutto il resto hanno dovuto attendere un po' di più, ma grazie a gente più competente di lei sono stati a loro volta salvati. A quel punto, Clara è riuscita ad ottenere in prestito un netbook da uno dei suoi zii, che ringraziamo calorosamente...

Si accettano scommesse su quanto tempo durerà...

Ehi! Non sono così pessima!

Ho detto di tacere, ti sto introducendo. Stavo dicendo, dotata di un nuovo computer e di una rinnovata consapevolezza che luglio si avvicinava, Clara si è effettivamente e miracolosamente messa d'impegno a fare la tesi e, che ci crediate o no, l'ha pure finita.

E che ci crediate o no, non ci ha messo dentro neanche un riferimento a Doctor Who. Merita un premio solo per questo.

Premio che le sarà requisito subito per pagare tutti i danni morali e materiali arrecati alla mia dimora, alias la sua testa, durante la stesura della tesi.

Gente, secondo me questa introduzione sta andando avanti troppo a lungo. Posso per favore riprendere il controllo del MIO blog?

Beh, non te lo meriteresti...

E siamo sinceri, noi due siamo molto più simpatici e interessanti...

Ma per questa volta possiamo anche concedertelo, soprattutto perché abbiamo di meglio da fare.

Sì, dobbiamo rintracciare i pinguini ninja e chiedere loro se sono disposti a rapirti di nuovo.

Bene, allora... eccomi tornata! E come la Voce e Piccolo Troll vi hanno detto, la novità fondamentale è una: mi sono laureata qualche giorno fa, e sono ufficialmente una dottoressa.

Laurea triennale. Tanto devi comunque fare la specialistica.

Un po' di supporto sarebbe gradito, una volta ogni tanto.

 Ma io ti sto supportando, ricordandoti la dura realtà.

Comunque, stavo dicendo. È stato impegnativo, ma ce l'ho fatta, e durante tutto il lavoro di preparazione della tesi e di tutto quello che la accompagna, ho raggiunto alcune conclusioni, che mi avrebbero fatto risparmiare parecchio tempo se le avessi sapute all'inizio, e sentito storie di altri laureandi che mi hanno permesso di arrivare in fondo... quindi ho pensato di condividerle con tutti. Se per caso qualcuno deve fare la tesi e passa di qui, forse possono esservi utili!

Forse. Molto forse. Non ci assumiamo alcuna responsabilità, sappiatelo.

1) COMINCIATE PRESTO!

Okay, questo probabilmente è banale. Ma la tesi richiede tempo, ed è meglio prendersi con il dovuto anticipo, almeno per quanto riguarda la prima richiesta al professore. In primo luogo, i professori non possono seguire un numero illimitato di laureandi: aspettare troppo può significare sentirsi dire che il professore che hai scelto non può seguirti, e dover ripiegare su un'altra materia. Oppure può succedere che ci siano problemi burocratici o altri ostacoli insormontabili, e che quindi bisogni cambiare totalmente l'argomento dopo un mese o due. Se avete "giocato d'anticipo", anche se vi capitassero situazioni del genere, potrete comunque, dopo una congrua dose di imprecazioni ed insulti all'universo in generale ed all'università in particolare, laurearvi nella sessione prevista.

2)  NON SOTTOVALUTATE LA BUROCRAZIA

Ogni università funziona in modo diverso, ma una cosa, a quanto credo di aver capito, è più o meno comune a tutte. Per arrivare all'agognata laurea, dovrete compilare, online o in cartaceo, una serie di moduli, pagare la tassa (sì, non ne avete già pagato abbastanza, cosa pensavate?!), ottenere l'approvazione del relatore... e tutto entro precise date di scadenza. Nel mio caso, per fortuna, non ho avuto particolari problemi, ma ho letto in giro per Internet storie raccapriccianti, quindi il consiglio permane. Assicuratevi di sapere esattamente cosa dovete fare ed entro quando dovete farlo. Non avete fatto tutta questa fatica per poi farvi bloccare da una segreteria, vero?

3) SCEGLIETE  QUALCOSA CHE VI PIACCIA.

Questa può essere un'impresa più o meno facile a seconda della facoltà che state frequentando. Si tratta del primo passo, e non va dato per scontato... può sembrare stupido ricordarlo, ma scegliete qualcosa che vi interessi! O almeno che non vi faccia completamente schifo... Dovrete passare parecchio tempo immersi in questo lavoro, e sarà più facile farlo senza odiare ogni singola pagina. Senza contare la soddisfazione personale. In tanti mi hanno detto (e vi diranno) che alla fine la laurea triennale conta poco, che quello che importa è la specialistica, che non vale la pena di investire troppo su una "tesina" che leggerà solo il relatore... ma sapete una cosa? Non lo state facendo per il relatore. Non lo state facendo per qualcun altro. Lo state facendo per voi stessi. La tesi serve a voi prima di tutto, per rendervi conto di quanto siate cresciuti all'università, per mettere alla prova le vostre capacità di ricerca, per produrre un lavoro che sia vostro. Non sprecate l'occasione. Cercate qualcosa che vi appassioni, o qualcosa a cui potete appassionarvi andando avanti... quando guarderete indietro, al percorso che avete fatto, alla tesi che avete scritto, la soddisfazione sarà assai maggiore. Detto questo, però...

4) SCEGLIETE QUALCOSA DI FATTIBILE

Soprattutto per la laurea triennale, non andate ad invischiarvi in progetti infiniti. La vostra tesi non deve per forza rivoluzionare il vostro ambito di studi. Insomma, se siete dei geni e riuscite a farlo meglio per voi, ma c'è quel piccolo dettaglio che si chiama tempo. Ovvero, per il bene delle vostre tasche o di quelle dei vostri genitori, meglio non metterci anni a fare una tesi di laurea. Inoltre, purtroppo è vero: a parte alcuni casi fortunati, saranno pochi a leggere il vostro lavoro. Meglio fare un lavoro più semplice, meno radicalmente innovativo, ma ben curato e solido, e tenere la Grande Idea per una laurea specialistica, o magari un dottorato.

5) IL RELATORE È DETERMINANTE

Okay, avete trovato qualcosa che vi piaccia e che siete ragionevolmente certi di poter concludere prima di un'era geologica... oppure no? In ogni caso, bisogna pensare ad un'altra cosa. Vi serve un relatore che vi segua. E qui cominciano (o continuano) gli inghippi, perché noi studenti universitari sappiamo benissimo che i nostri professori sono come le gelatine "Tutti i gusti più uno" di Harry Potter: ce ne sono di tutti i tipi, alcuni li ami, di altri faresti a meno, e non puoi mai essere sicuro al cento per cento di cosa ti capiterà con loro.
Come regola generale, si sceglie una materia di cui si è dato (o, se avete deciso di giocare d'anticipo, si intende dare) l'esame, e questo permette anche di sapere già qualcosa del professore in questione. Che il professore sappia o meno qualcosa di voi dipende da quanti studenti ci sono nel vostro corso, e da come vi siete comportati alle lezioni o all'esame. In ogni caso, non avergli dato motivi per odiarvi è una buona partenza.
A quello che già sapete, aggiungete informazioni raccolte tramite attenta investigazione presso gli altri studenti, i gruppi su Facebook o i forum dell'università. Il professore a cui puntate è affidabile? Segue i suoi laureandi di persona, o li affida agli assistenti? In questo caso, come sono gli assistenti? Ci sono terrificanti racconti di tesi cambiate dieci volte e mail rimaste per settimane senza risposta, o confortanti rassicurazioni che sarete accompagnati fino alla laurea senza troppi problemi? Valutate bene quello che vi viene detto in proposito, e decidete. Se siete decisi su quella materia, può valere la pena di insistere anche con un professore "difficile", basta essere preparati. Anzi, forse la soddisfazione potrebbe essere anche maggiore!
Se poi avete scelto il relatore prima dell'argomento, ricordate che ogni professore ha degli ambiti di ricerca preferiti. Andate sulla sua pagina sul sito dell'università, scovate un elenco delle sue pubblicazioni più recenti. Potreste trovare un tema che vi interessa, ed in ogni caso sarà molto più facile che accetti la vostra proposta se è qualcosa su cui lavora già.
In ogni caso, è il momento di...

6) PARLARE CON IL (POSSIBILE) RELATORE

Personalmente, penso che questo sia uno di quei punti in cui bisogna puntare sul giusto mezzo. Meglio non arrivare al colloquio senza la minima idea di cosa fare, ma al tempo stesso non presentatevi convinti al cento per cento di quello che volete fare. La cosa migliore è avere due o tre idee, ed essere aperti ai suggerimenti. Ricordate che (si spera) c'è un motivo per cui lui/lei è il professore. Studia quell'ambito da anni, sa (ancora una volta, si spera) come stanno procedendo gli studi, e che materiale esiste. Se il professore vi dice che su un dato argomento è già stato scritto tutto, che un altro richiederebbe troppo tempo, o che non c'è abbastanza materiale per fare una tesi su altro, pensateci due volte prima di insistere. E se il professore vi propone qualcosa a cui non avete pensato, non escludetelo. Magari, se non siete convinti, chiedete qualche giorno, fate un po' di ricerca... potreste rendervi conto che ne vale la pena.

A Clara è successo proprio così. Argomento che non aveva neppure sfiorato con il pensiero, e poi non ha smesso di parlarne tutta eccitata per un mese. Ma sappiamo tutti che Clara ha la tendenza a sviluppare facilmente ossessioni, vero?

Grazie mille, ero convinta di stare facendo un discorso serio qui.

Ah, quindi soffri ancora di allucinazioni? Va bene, meglio assecondarti... continua il "discorso serio".

Comunque, difficilmente uscirete con una tesi perfettamente definita dal primo colloquio. Più probabilmente, avrete un argomento, e se vi è andata bene dritte su come iniziare a cercare materiale per definirlo meglio. A questo punto comincia la parte in cui dovete impegnarvi di più:

7) INIZIARE LA RICERCA

Su come fare ricerche per la tesi (in particolare per una tesi in materie umanistiche, ossia la mia... laureandi in materie scientifiche, mi dispiace di avervi illuso) ci sono mille e più metodi, e penso che sia meglio parlarne in un altro post. Qui inserisco solo qualche dritta, tanto per cominciare:
- Gente, siamo nel XXI secolo. Questo è il tempo di Internet, e del tutto a portata di mano. Quindi, per quanto possa sembrare banale, cercare il vostro argomento su Google può essere un buon inizio per farvi un'idea. Anche una voce su Wikipedia può contenere nelle fonti un'indicazione bibliografica utile, da poi cercare in biblioteca. Per non parlare del fatto che esistono moltissimi siti dedicati proprio alla condivisione di ricerche e articoli, a cominciare dall'utilissimo academia.edu. Se non ci sono risultati che vi convincano, provate a cambiare i termini di ricerca, a cercare in inglese, o, a seconda del vostro campo di studi, in altre lingue. Ovviamente, cercate di distinguere tra siti affidabili ed altri che faranno ridere il relatore.

Se non state facendo una tesi sulle turbe psicologiche di una blogger per finta, questo conta come sito inaffidabile. Giusto per chiarire.

- La mia università, e probabilmente anche le vostre, hanno spesso "abbonamenti" a database online, riviste digitali, o altri servizi del genere, molto comodi per un povero studente. Si possono usare dai computer dell'università, o direttamente dai vostri. Informatevi su cosa avete a disposizione, spulciate il sito ed i suoi servizi bibliotecari.
- Infine, ultimo ma non ultimo, c'è quella fantastica, meravigliosa ed insostituibile istituzione che si chiama biblioteca.  Le biblioteche universitarie sono una miniera di risorse potenzialmente inesauribile per le vostre ricerche. Potete iniziare con qualche titolo recuperato tramite le vostre ricerche su Internet, ed ampliare da lì... verso l'infinito ed oltre!
NOTA BENE: Segnatevi sempre e comunque da dove avete preso un'informazione. Nella stesura della tesi vera e propria, dovete saper annotare esattamente chi ha detto cosa, quale teoria è scritta dove. Segnatevi estremi bibliografici e numero di pagina, salvatevi i link, magari appuntatevi qualche parola chiave su ogni fonte consultata. È una grande rottura di cosiddette, ma più tardi vi salverà ore ed ore di lavoro.

NOTA BENE 2: la prima fase di ricerca non può, in effetti, procedere verso l'infinito. Ricordate, per ora vi state facendo un'idea dell'argomento e di cosa, effettivamente, volete e potete dire su di esso. Ponetevi dei limiti, assicuratevi di sapere quello che c'è da sapere, ma ci sarà tempo per ampliare il lavoro.

Un buon modo per tenere sotto controllo questa prima fase, una volta assicuratisi che l'argomento funziona, è finalizzarla alla produzione di un indice (che poi è quello che vogliono molti professori...). Una "scaletta" su quelli che possono essere i punti-chiave del vostro lavoro è la cosa migliore da presentare al prossimo colloquio con l'ormai assicurato (si spera) relatore. Potrebbe suggerirvi modifiche o stravolgerla, ma sarete già sulla strada del successo.
Oppure potreste anche rendervi conto che dopotutto quell'argomento non vi interessa, o che non c'è nulla di nuovo da dire. Se il vostro relatore non è un dittatore assetato di sangue, potete dirglielo senza problemi, magari confezionando il discorso con qualche giro di parole. Siete ancora all'inizio, avete il tempo di cambiare direzione. Magari durante queste ricerche avete già intravisto una nuova possibilità, o forse avevate quell'idea di riserva... in tal caso, tornate indietro e non preoccupatevi. Ribadisco, meglio cambiare direzione finché siete ancora all'inizio, piuttosto che rendervene conto troppo tardi.
Chiaritevi le idee. Parlate con il relatore, o con l'assistente, o con chiunque vi stia seguendo, per assicurarvi di essere sulla buona strada. Raccogliete le informazioni che avete raccolto in questa prima fase. Fate un respiro profondo...
...
...
... e vi conviene cominciare a lavorare, perché se aspettate il prossimo post di Clara su come fare ricerche, vi laureerete tra dieci anni.

Grazie mille per il contributo.

Sai benissimo che ha ragione.


Comunque, negli ultimi due mesi ho accumulato parecchio materiale da recensire o di cui scrivere, quindi credo che leggerete nuovi post abbastanza presto. Arrivederci a tutti!



Clara


martedì 21 aprile 2015

Università: oltre gli esami c'è di più...



Università: oltre gli esami c'è di più...
...
...
... c'è la tesi. Ovvero, quello che ho passato l'ultima settimana a cercare di fare, il che spiega parzialmente la mia scomparsa. Chissà perché, mi ero convinta che una volta finiti gli esami sarebbe stato più facile organizzare il mio tempo per riuscire a fare tutto.

Il perché è facile: perché sei una povera illusa.

E ribadisco che avreste dovuto lasciar fare il post di scuse a me, avevo pronta una storia strappalacrime su come Clara fosse stata rapita dai malefici unicorni rosa, e tenuta a forza lontana dal blog.

Non sono sicura che sarebbe stato un miglioramento...

Comunque, la questione è semplice. Ho passato gran parte del mio tempo imbucata in biblioteca a consultare libri e scrivere qualcosa che nessuno leggerà mai. Nel tempo libero ho... scritto qualcos'altro che nessuno leggerà mai. Infatti, mi sono auto-incastrata a partecipare al camp Nanowrimo di aprile. Per chi non lo sapesse, ossia tutte le persone normali... il Nanowrimo è il National November Writing Month, un'iniziativa in cui ci si impegna a scrivere 50.000 parole in un mese. Per gente come me, a cui piace scrivere ma che non trova mai il tempo di farlo...

... o è semplicemente troppo pigra...

... è un'ottima soluzione. C'è un sito Internet con forum di supporto e tante belle statistiche che vi incoraggiano a proseguire. Ed ad aprile ed a luglio c'è il camp Nanowrimo, dove ci si può esercitare con un numero di parole a scelta, a seconda dei propri impegni. Ehm, sì, in effetti sono un po' indietro anche con quello... non l'avreste mai immaginato, vero?

Assolutamente no.

Già, una cosa imprevedibile.

 Comunque, queste erano le mie scuse ufficiali. Quelle ufficiose aggiungerebbero anche un paio di manga molto interessanti, ed un webcomic fantastico, che ho scoperto di recente, e di cui vi parlerò a breve...

... quindi l'anno prossimo?

A breve, ho detto!  Ah, e tra l'altro il mio fedelissimo computer si è messo a farmi gli scherzetti. Decide di aggiornarsi quando ho bisogno di utilizzarlo, poi smette di connettersi ad Internet, quindi ricomincia a collegarsi ma a quel punto non va più il caricabatterie... sospetto che sia tutto un piano generoso da parte sua per costringermi a socializzare e/o andare fuori al sole. Ma purtroppo la biblioteca dell'università ha dei computer, quindi non ho scuse, devo fare la tesi lo stesso.
Insomma, non credo che avrò tanto tempo da dedicare a questo blog quanto vorrei, da qui a luglio. Ma farò del mio meglio per ricomparire abbastanza spesso.

Alzi la mano chi ci crede... oh, guarda. Nessuno.

In ogni caso posso sostituirti io, Clara. Ho un'idea geniale per un post sul terribile pericolo costituito dai malefici unicorni rosa.

Meglio se torno qui abbastanza spesso, altrimenti mi sa che questo blog finisce male... arrivederci a tutti!





mercoledì 1 ottobre 2014

Addio

Quasi due anni di un legame profondo, di giri insieme, di andate e ritorni dall'università... due anni in cui sei stata la mia salvezza, due anni in cui ti cercavo con lo sguardo appena uscita dal condominio, in cui mi voltavo a guardarti quando entravo in facoltà o in biblioteca, per essere sicura che tu fossi ancora lì.
Due anni con un sussulto al cuore quando non ricordavo dove eri.
Due anni in cui mi hai sentita ridere sotto la pioggia ed imprecare sotto il sole.
Due anni in cui la tua efficienza mi ha impedito di finire sotto un auto o addosso a qualcuno.
Due anni fantastici... finiti così, nel nulla.
Sabato sono tornata, pronta a ricominciare l'università. Sono corsa a salutarti e tu non c'eri. Ti ho cercata ovunque, e tu non c'eri.
Qualcuno era arrivato e ti aveva portata via, ti aveva portata lontana da me, e sapevo già che non ti avrei più riavuta.
Al massimo, se il destino beffardo avesse voluto giocare ancora, ti avrei vista di sfuggita insieme a qualcun altro, magari un po' cambiata, ma sempre tu.
Ce n'è già un'altra, ora. Ho dovuto, ne avevo bisogno. So che capiresti. Ma tu rimarrai nella mia memoria, tu e tutte le nostre corse.
E che possa venire la stitichezza perpetua al maledetto bastardo che mi ha fregato la bici!!!



Annuncio di servizio: il blog Animula Solivaga non si assume nessuna responsabilità per eventuale effettivo funzionamento di questa maledizione, perché la vittima doveva pensarci prima di dedicarsi al crimine. Ci scusiamo con tutti i lettori che per un breve istante hanno pensato che questo fosse un post serio... ma, sul serio: state ancora cercando post seri su questo blog?


venerdì 13 dicembre 2013

Cose che capitano

Cose che capitano a Clara, vorrei specificare. Il che significa che le possibilità che interessino a qualcun altro sono quanto meno nulle, per cui arrivederci a tutti, è stato un piacere che siate passati a trovarci, ora andate pure a fare qualcosa di più produttivo.
Siete ancora qui? Molto male, ma procediamo comunque. Visto che la nostra blogger è troppo impegnata per formulare un post decente, nel senso di impegnata a sprecare il suo tempo e poi a lamentarsi perché non ha studiato, ovviamente, ha unilateralmente deciso di propinarvi i suoi aneddoti di vita universitaria. Non chiedetemene il motivo, limitatevi ad annuire educatamente e fingere di leggere mentre fate un sonnellino... oppure a spegnere il computer e fare un sonnellino, così risparmiate sulla corrente elettrica. Naturalmente, a farvi da presentatrice ci sono io, la vostra solita Voce. Non chiedete il motivo neanche di questo, che è meglio.
Iniziamo con un simpatico tentativo di fare conversazione con un personaggio che, per amor dell'anonimato ed a scanso di guai, chiameremo Compagna di Corso 1, in breve CC1. Bisogna dire che Clara e CC1 vanno in genere molto d'accordo, ma capita che...

CC1: Allora, devo restituire quei DVD in biblioteca domani, così stasera mi faccio una maratona di film.
CLARA (soddisfatta): Ah, davvero? Io invece mi faccio una maratona di anime che ho scaricato!
CC1 (con aria esperta): Ah, anime... tipo Conan il barbaro!
*silenzio*
*silenzio*
*silenzio*
CLARA: No. Conan il barbaro non è un personaggio di un anime.
CC1: Ah, ecco. Pensavo.



Sono cose come queste che possono incrinare un'amicizia? Assolutamente no. Sono cose come queste che possono interessare a qualcuno al di fuori di Clara e del suo fanatismo? Altrettanto no. Ho capito perché ve le stiamo raccontando? No, neppure questo. Ma andiamo avanti passando ad un'altra lezione, ed introducendo due nuovi personaggi che chiameremo, con grande fantasia, Compagna di Corso 2 e Compagna di Corso 3.
In aula, ricontrollando gli appunti del giorno precedente.
CC2: Così la leggenda di Gilgamesh e dell'albero Hu... qualcuno ha preso il nome della pianta?
CLARA: Ho il computer acceso, ora controllo.
(qui intervengo per spiegarvi che Clara ha il computer acceso non perché lo usi intelligentemente per prendere appunti, ma per giocare prima che arrivi il prof. La quintessenza dell'inutilità. Continuiamo pure)
CLARA: Gilgamesh e l'albero Huluppu! Ehi, ma guarda queste immagini... sapevate che c'è un personaggio di un anime che si chiama Gilgamesh? Devo guardarlo!
CC2: Anche io, fa vedere!
CC3: E non solo! La leggenda parla anche di una demone di nome Lilith... è quella di Supernatural!
CC2: Sì, adoro Supernatural!
CLARA: Lo guardo anche io!



E fu così che la revisione degli appunti andò a farsi benedire, che Clara trovò un altro anime da aggiungere alla sua interminabile lista, e che l'archeologia del Vicino Oriente Antico sviluppò una propria personificazione appositamente per poter sbattere la testa contro un muro. Per fortuna il professore è entrato dopo un minuto e le diligenti fanciulle sono tornate alla serietà... almeno in apparenza.
Ora, qualcuno ha capito il senso di questa condivisione di esperienze? In tal caso, è pregato di farmelo sapere, perché mi sto ancora chiedendo che cosa io abbia detto fino ad ora. Tanti saluti a tutti, ed arrivederci a presto.

Voce

PS: Ho letto il post che ha fatto Piccolo Troll pochi giorni fa. Non avrete mai quelle foto finché sarò in vita. E la torta era buonissima, alla faccia vostra.