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mercoledì 18 febbraio 2015

La costa gallese



Terza e ultima tappa del nostro viaggio in Galles, cari lettori! Una tappa diversa dalle altre, perché arte e storia stavolta lasciano il posto alla natura, ad oceano e scogliere e rigogliosa vegetazione. Se volete fare una vacanza all'insegna del trekking e dell'aria pura, ecco un suggerimento che può esservi utile...

Si avvisano i signori lettori che non siamo responsabili del vostro turbamento quando vi ritroverete immersi nella pioggia e nel fango, sferzati dal vento e lontani dalla civiltà. Nel senso che io e Piccolo Troll non lo siamo, Clara lo è certamente e fareste meglio a cercarla per eliminarla.

Grazie per la precisazione, Voce. In effetti, premessa indispensabile, io ho avuto moltissima fortuna, perché la giornata dedicata a questa escursione è stata splendida: sole, poco vento, calore da maniche corte. Ma visto che stiamo pur sempre parlando della Gran Bretagna queste condizioni non sono affatto scontate, quindi quando organizzate il viaggio badate al tempo previsto, e preparate un programma alternativo.

Un ottimo esempio di programma alternativo è pianificare l'omicidio di Clara.

Come faccio a scrivere un post decente se tu aizzi i lettori alla mia morte? Devo pur trovare qualcosa di interessante da scrivere.

Potresti offrire della torta.

Ancora meglio, potresti scrivere cose che la gente è interessata a leggere fino in fondo.

Comunque, partiamo dal presupposto che il tempo vi sia favorevole. In Galles hanno avuto un'idea semplicemente geniale: unire tutti i sentieri che solcano la costa del paese in un unico grande percorso costiero, per la gioia degli escursionisti. Chi ha più giorni a disposizione può decidere di percorrerlo tutto con uno zaino sulle spalle, chi come la sottoscritta aveva solo un tempo limitato ne può scegliere un pezzettino.
Il mio pezzettino aveva come base Mumbles, stazione balneare affacciata sulla baia di Swansea, città quest'ultima che potete tranquillamente raggiungere in treno da Cardiff. Fuori dai circuiti turistici internazionali più popolari, Mumbles mi è sembrata comunque ben conosciuta da gallesi o inglesi desiderosi di passare un po' di tempo al mare, nonché da appassionati di barche a vela e a motore, di windsurf, e di sport acquatici in generale. Come ogni località balneare che si rispetti, quindi, ha tutto quello che serve per i turisti, dal supermercato, ad una piacevole varietà di ristoranti o pub. Sì, ve ne consiglierò uno... ma dopo. Prima la passeggiata e poi la cena, gente.

E la torta no?


Partendo da Mumbles, ci siamo diretti per prima cosa verso il molo, una struttura in stile vittoriano che ospita una sala giochi. Lì vicino si può vedere anche un faro, che a seconda della marea può apparirvi su un'isola, oppure separato da terra solo da qualche pozza. Perché le maree gallesi fanno un effetto strano, si ritirano lasciando metri e metri di spiaggia, si rialzano arrivando a lambire le scarpate di pietra artificiali, o le scogliere, trasformando completamente il paesaggio.




Il sentiero procede poi tra la scogliera da un lato e la vegetazione lussureggiante dall'altro, tra salite e discese che mettono a dura prova il fiato, ma ripagano di tutto ad ogni nuovo scorcio di panorama. Il
percorso tra l'altro è molto ben tenuto, e si può tranquillamente percorrere in scarpe da ginnastica, senza una particolare preparazione. Se fa bel tempo.
A pochi chilometri da Mumbles, Caswell Bay è stata il punto di arrivo del nostro percorso. Da lì, volendo, si poteva proseguire ancora ed ancora, in una successione di golfi e promontori... ma per noi era già ora di tornare indietro verso Mumbles, verso il nostro albergo.



E verso la cena. Perché, come ho già detto, Mumbles ha parecchi localini graziosi. L'unico che abbiamo sperimentato è il Mermaid, che però è molto consigliato se passate da quelle parti! Prezzi ragionevoli, personale molto gentile, e ottimi piatti, soprattutto quelli a base di pesce... e i dessert. Adoro i dessert.

Visto, avevo ragione io. C'è la torta.

Ovviamente sarebbe stato anche meglio se Clara fosse stata in grado di capire il menù.

Credevo che Clara sapesse l'inglese, vista la quantità di webcomic in inglese che ci propina.

Il problema non è l'inglese, ma la traduzione in italiano. Che pesce sarà mai un eglefino?

E così, tra difficoltà di traduzione e ultime pause meditative e già un po' nostalgiche di fronte al mare ed alla notte che si specchiava in esso, è finita la mia vacanza sulla costa gallese. Ed insieme ad essa è finito anche questo post, ma non preoccupatevi... ci sono molti altri viaggi da fare insieme :)

Guarda che nessuno si stava preoccupando prima che tu lo dicessi.

Io mi stavo preoccupando tantissimo. Non ho idea di cosa sia un eglefino.

Insomma, arrivederci a tutti!

Clara

PS: Ricordiamo, per chi non lo sapesse, che tra i tanti talenti che mancano a Clara c'è anche quello della fotografia. Le foto sono merito della sua bravissima sorella, che ringraziamo tanto, soprattutto per la pazienza nel sopportare i diecimila "ma questa posso metterla nel mio blog?"

sabato 7 febbraio 2015

Llandaff



Come promesso, prosegue il nostro piccolo viaggio in Galles, e prosegue con il piccolo ma affascinante paesino di Llandaff, a pochissima distanza da Cardiff, da cui si può tranquillamente raggiungere in autobus. Ma che cosa c'è di tanto interessante da giustificare l'escursione?

Un varco spazio-temporale verso un universo alternativo dove tu riesci effettivamente a pubblicare i post entro un tempo decente? Perché questa è l'unica spiegazione alla puntualità dell'adempimento di tale promessa.

Tanto per cominciare, è la cittadina natale di Roald Dahl, che qui nacque nel 1916 da genitori norvegesi, frequentò la scuola, ed ammirò un negozio di dolci che gli fu di grande ispirazione. Penso che praticamente tutti nella mia generazione e circostanti siano passati  attraverso "La fabbrica di cioccolato" e "Matilde", o quanto meno gli adattamenti cinematografici. Per non parlare del trauma che è stato per la mia infanzia la
lettura di "Le streghe", e chi lo ha letto da piccolo sa di cosa parlo. Un po' meno conosciuti sono i suoi racconti per adulti, con una spiccata vena macabra, un humour nero che si conclude spesso con letali colpi di scena. Ma che lo abbiate conosciuto da giovani o da meno giovani, è un'occasione per prestare omaggio ad un grande autore.

Ma una targa non è una ragione sufficiente per questa visita. E allora, che ne pensate di una splendida ed antica cattedrale, il cui nucleo più antico risale al XII secolo, in un sito che ospita alcune tra le più antiche presenze cristiane della Gran Bretagna? La chiesa fu gravemente danneggiata nei bombardamenti della seconda guerra mondiale, ed in seguito ricostruita unendo agli elementi storici altri di gusto contemporaneo, come la statua in alluminio della Maesta di Cristo che domina la navata. La chiesa ospita tra l'altro un trittico del pittore preraffaellita Dante Gabriel Rossetti.








Accanto all'edificio sorge un antico cimitero immerso nel verde. Croci e lapidi consumate dai secoli giacciono abbracciate da erba e rami, in un'atmosfera di pace sospesa. Passeggiando, si può gettare l'occhio su nomi ed iscrizioni che evocano con nostalgia un mondo lontano - un mondo di marinai, di soldati, di mogli e madri. Un mondo che sembra trasmettere una meditativa serenità.





Il paese ospita anche due rovine del XIII secolo, il castello del Vescovo ed il campanile. Da quest'ultimo, le aperture sulle pareti permettono di cogliere artistici scorci della cattedrale.
E, se avete seguito il post precedente vi starete chiedendo quando lo dirò... sì, anche qui hanno girato Doctor Who. Qui in questa chiesa ed in questo cimitero, e nel resto del paese, che ha "interpretato" il ruolo di Leadworth, il paese di Amy Pond, e di una decina di altri posti. E per ottimi motivi, perché proprio a Llandaff hanno sede gli studi della BBC Wales. Proprio così, ecco il luogo dove si complotta vilmente ai danni dei nostri sentimenti e del nostro tempo. Inutile dire che non si può entrare...

Neanche facendo gli occhi da cucciolo al custode.

E credetemi, Clara ci ha provato. Ma gli occhi da cucciolo proprio non li sa fare.

In ogni caso, ne è valsa la pena anche solo per poter dire di aver calcato il terreno dove c'è una certa probabilità che siano passati alcuni dei miei attori preferiti. Lo so, lo so, sono...

... patetica?

... vittima del lavaggio del cervello da parte dei messaggi subliminali degli alieni, che hanno inventato una nuova tecnica per convincere le umane ingenue a lasciarsi rapire?

Stavo per dire fissata, ma la seconda ipotesi è sottilmente inquietante nella sua verosimiglianza. Quindi, prima di essere rapita da questi astutissimi alieni, meglio finire questo post con le ultime fotografie di turno.

Che, vi ricordiamo, sono state scattate dalla sorella di Clara, la quale ha ereditato tutto il talento artistico che doveva bastare per due. In compenso Clara si è tenuta tutta la pazzia.

Grazie, sorella di Clara! Se vuoi gestire il blog al posto suo contattaci, organizziamo un colpo di stato!

Meno tentativi di sobillare l'ordine costituito e più foto.




 E questo è tutto per il post di oggi. Nella terza e ultima puntata del viaggio in Galles, ci sposteremo sulla costa per una bella passeggiata con tanto di consigli per la cena... ci vediamo!

Clara

lunedì 2 febbraio 2015

Cardiff

Ebbene sì, i famosi post di viaggio di Clara sono tornati. Per i fortunati che ancora non li avessero dovuti sopportare, si tratta di vile sfruttamento di manodopera non pagata da parte dell'autrice di questo blog, che ruba le fotografie scattate dalla sua fantastica sorellina, e spera che bastino a supplire alla mediocrità delle sue presentazioni. Per fortuna in genere si tratta di posti abbastanza belli da essere interessanti nonostante lei, quindi potete anche restare e godervi le immagini.

Naturalmente, io e Voce andiamo in vacanza in posti moooooolto più affascinanti, ma voi lettori dotati di massa morireste d'invidia se vedeste i resoconti delle nostre vacanze incorporee ed immaginarie, quindi siamo magnanimi e lasciamo perdere.

Ecco, ora che avete fatto il vostro siparietto posso iniziare seriamente.

Seriamente?

Se lo dici tu...

Coooomunque... cari lettori, come quei due vi hanno anticipato oggi si parla di viaggi. E come il titolo vi ha anticipato, si parla di Cardiff, l'affascinante capitale del Galles. Una città meno rinomata di altre mete, ma che ha molto da offrire, come del resto tutta la regione, e che ha il grande vantaggio di non essere affollata quanto Londra. O costosa quanto Londra, naturalmente.

Cardiff, dicevamo, ha molto da offrire per tutti, dagli appassionati di sport che possono visitare il famoso Millennium Stadium, a chi predilige l'arte, che apprezzerà lo splendido museo della città. Oppure, se siete qui per il divertimento e per il riposo, potete semplicemente passeggiare per le strade vivaci del centro, e soprattutto dirigervi all'affascinante baia della città, ricca di deliziosi ristorantini. Ma naturalmente, la sottoscritta aveva anche un'altra ragione per strillare di gioia al pensiero di questa visita...

... eccola che arriva...

Ossia, naturalmente, il mio Dottore preferito!

Ormai non c'è  neanche più gusto a sottolineare la sua ossessione.

Già, proprio così. Cardiff è uno dei luoghi dove hanno girato Doctor Who. Nella zona della baia c'è anche una mostra permanente, la "Doctor Who Experience", ma non ho avuto il tempo per visitarla... in compenso sono andata a Llandaff, un paesino poco distante, sede tra le altre cose della BBC Galles: ma questa, come si suol dire, è un'altra storia

Ovvero un altro post. Si accettano scommesse su quanto tempo impiegherà a scriverlo. Io punto su un anno.


Piccolo troll ingrato, in realtà lo sto già preparando.

Dai, allora solo undici mesi.

In ogni caso, i fan della serie potranno sbizzarrirsi a cercare i luoghi dove è stata girata, tra cui sono compresi lo stesso museo citato prima, e, con mia grande sorpresa, pure lo stadio! Insomma, una vera chicca per gli appassionati.

Intendevi "ossessionati", vero?

Ma dopo questa carrellata generale, vediamo un po' più nel dettaglio alcuni dei luoghi più interessanti da visitare a Cardiff, e cominciamo appunto con il National Museum. Come per la maggior parte dei musei del Regno Unito, che su certi aspetti avrebbe probabilmente qualcosa da insegnarci, l'ingresso è gratuito. E, molto tristemente, la politica del museo vieta di caricare le fotografie scattate su Internet, quindi non potrò condividerle con voi. Vi toccherà usare la vostra immaginazione, o andarci direttamente... o, per quanto riguarda la sezione artistica, visitare il sito, per vedere almeno sullo schermo alcuni dei capolavori esposti.
Questo museo si divide in due sezioni principali: quella dedicata alla scienza ed alla storia naturale, da un lato, ed una vasta collezione d'arte dall'altro. La prima è costruita in modo da essere perfetta anche per i visitatori più giovani, con sale interattive, video di spiegazioni, ricostruzioni di animali estinti, dinosauri e mammuth, scheletri e modellini, quindi se per caso state progettando una vacanza in famiglia i bambini si divertiranno tantissimo!

Dove "bambini" comprende anche "individui che dovrebbero avere venti anni ma continuano a comportarsi come se non avessero mai visto uno scheletro di dinosauro in vita loro". Al solito, ogni riferimento a persone di nome Clara realmente esistenti è puramente casuale.

La collezione d'arte è davvero notevole, e copre 500 anni di storia. Dagli artisti del Cinquecento italiano o olandese, all'Ottocento francese, con il realismo carico di critica sociale di Daumier o Millet, o i delicati paesaggi di Corot, all'impressionismo, con indiscutibili capolavori di Renoir e Monet. E naturalmente sale dedicate a pittori e ritratti gallesi, o all'arte vittoriana, con opere sicuramente meno conosciute e probabilmente meno affascinanti di quelle più famose, ma non per questo prive di interesse, anzi, proprio per la possibilità di allargare i propri orizzonti artistici anche a nicchie così sconosciute.
Per non parlare delle sculture, tra cui molti pezzi di Auguste Rodin, che da bronzo e pietra trasmettono potenza, passione, tragedia. E non si può certo tralasciare la sezione di arte applicata, dove raffinate giade di provenienza cinese si accompagnano ad una vastissima collezione di ceramiche che arriva a quelle contemporanee.

A meno che non sia l'ora di chiusura e qualcuno abbia passato tutto il suo tempo nelle sale precedenti, facendo gli occhi dolci al Bacio di Rodin, sospirando di fronte a un Van Gogh, e dimenticandosi che c'era anche il resto del museo. Nel qual caso si può fare un giretto veloce. Ancora una volta, ogni riferimento a blogger con la testa tra le nuvole è puramente casuale.

Già, a questo proposito... il museo, come molti suoi simili nel Regno Unito, chiude piuttosto presto. Quindi, se state progettando la vostra escursione, controllate con attenzione gli orari!

Cardiff ha anche un castello, che la sottoscritta non ha visitato causa mancanza di tempo, ma se subite il fascino della storia medievale sono sicura che attirerà la vostra attenzione. Il parco proprio accanto, l'enorme e verdissimo Bute Park è perfetto per una pausa pranzo all'insegna della pace e del relax, tra la vegetazione lussureggiante ed il rumorio della gente che lo frequenta... o se siete fortunati, le canzoni di qualche artista!

Vorrei solo sottolineare che Clara e sua sorella hanno passato i tre quarti del pranzo a prendere in giro il povero artista in questione e lo sciame di ragazzine che lo circondava, sostenendo che si trattava senza dubbio di uno degli One Direction. 

Sì, Clara è davvero ipocrita.


Va bene, grazie per i commenti. Aggiungo soltanto, che tanto per cambiare, anche qui sono state girate delle scene di Doctor Who... non l'avreste mai sospettato, vero?

Proprio no.

Mai e poi mai.

 In ogni caso, se invece avete finito la visita intorno all'ora di cena, la cosa migliore è dirigersi verso la baia della città. Potete prendere un autobus o, se non avete fretta o troppa fame, andare a piedi...

L'importante è non far chiedere indicazioni a Clara, visto che è riuscita a far perdere tutta la famiglia.

Secondo me la gente dava loro indicazioni sbagliate apposta nella speranza di liberarsene.

Oggi siete particolarmente prevenuti nei miei confronti.

Certo, dobbiamo fartela pagare per la patetica penuria di post pubblicati a gennaio. Notate l'elegante allitterazione.

Se è solo quello posso fare finta di niente e tornare a parlare della baia, che è davvero affascinante, soprattutto di sera, quando l'acqua è magicamente illuminata dalle luci delle barche e da quelle che si riflettono dalla sponda, in un gioco di rimandi e di specchi che pare appartenere ad un altro universo rispetto ai vivaci locali gremiti di folla che vi si affacciano.






E durante le ore notturne, la mole illuminata dal Wales Millennium Centre è sul serio uno spettacolo:



Ma forse la cosa che mi ha stupito di più di questo luogo è una parete nascosta in basso, sul molo di legno, separata dall'allegra baraonda del Mermaid Quay... signori e signore, giusto per confermare l'opinione di una certa Voce (e di mia madre) secondo cui certi telefilm fanno male alla salute, i fan di Torchwood (serie spin-off di Doctor Who) hanno dedicato un memoriale a Ianto Jones. Un personaggio che non è mai esistito, che è "morto" solo sullo schermo ed un po' nei nostri cuori, e che è ricordato con targa, foto e dediche. Possono dire che noi fan siamo pazzi, ma siamo dei pazzi innamorati e creativi.



Ma guarda, l'importante è rendersi conto della propria follia.

Ma è pazzo chi si rende conto di essere pazzo? O forse non è pazzo, proprio perché sa di essere pazzo? Ma solo un pazzo si riterrebbe pazzo se non è pazzo...

Okay, anche tu sei pazzo.

In ogni caso, ho accennato alla notevole quantità di ristorantini interessanti... naturalmente non ho avuto tempo per sperimentarne più di uno, ma se a qualcuno servisse un suggerimento, "Nando's" è vivamente consigliato a tutti i fan del piccante... ed un po' meno a chi non lo sopporta, vista l'onnipresenza del delizioso peperoncino Peri-peri! Potete scegliere il livello di "hotness" che preferite, da quello più blando all'addio al vostro palato.
E parlando di addio, è arrivata anche l'ora di dare l'addio a Cardiff. E' stato solo un giretto veloce, ma la nostra esperienza in Galles, o meglio il ricordo e la condivisione della mia esperienza, è appena cominciata... per scoprire l'affascinante paesino di Llandaff, e poi ancora per un breve assaggio della costa gallese, tornate a trovarmi nei prossimi giorni!

O mesi.

O anni.

Certo che siete proprio pessimisti voi due...

Non confondere il pessimismo con il realismo.

Comunque, è il momento di salutarci. Cari lettori, spero di avervi  fatto viaggiare almeno un po' con la fantasia, e, perché no, di avervi dato qualche suggerimento utile... arrivederci a presto!


Clara

mercoledì 10 settembre 2014

I parchi di Londra

Come promesso, ricomincia anche la sezione dedicata ai viaggi, e ricomincia dall'affascinante capitale inglese. Ma a quel punto, si è posto il tipico problema: che cosa dire di una città su cui già sono stati presenti su Internet  itinerari, consigli per tutti i generi di turisti, e resoconti di viaggi in numero sufficiente a seppellire la mia povera opinione?

E da quando questo è stato un problema? Hai sempre scritto lo stesso di quello che ti passava per la testa, o no?

Io avevo proposto di sostenere che a Londra aveva trovato il Dottore e che insieme avevano salvato il mondo da un'invasione di perfidi unicorni rosa. Nessuno avrebbe mai potuto dimostrare che non era vero.

Credo che conserverò quell'idea per un momento di disperazione, grazie tante. Nel frattempo, l'idea che mi è venuta è stata semplice. Visto che c'è già abbondanza straripante di suggerimenti su cosa fare a Londra, la sottoscritta si dedicherà invece a... come riposarsi a Londra!

Avevate già intuito che la pigrizia è uno dei tratti caratterizzanti della nostra Clara, vero?

Ammettiamolo, Londra è stancante. E' vastissima, ricchissima di cose da fare e vedere, affollata di persone di ogni etnia e nazionalità, spesso frenetica. E per un turista deciso a cogliere il massimo dalla visita, può essere davvero un'esperienza prosciugante.
Per fortuna, ci sono i parchi. La capitale inglese è ricca di affascinanti spazi verdi, estesi, tranquilli, e soprattutto molto puliti. Ci si può distendere sull'erba a fare un sonnellino, passeggiare su viali e sentieri, riempirsi i polmoni di aria pulita e le orecchie di voci pacifiche che chiacchierano, o bambini che giocano. I londinesi, a quanto ho potuto vedere, ne approfittano spesso e volentieri nelle giornate di bel tempo, ma anche per un turista può essere una pausa assai gradita e, perché no, un modo per vedere spicchi di città spesso ignorati. Sono otto i Royal Parks, i polmoni verdi della città, ed io ho avuto il piacere di visitarne tre.
Il primo, e probabilmente il più famoso di tutti, è Hyde Park: 350 acri verdeggianti con al centro il lago Serpentine, dove si possono noleggiare barche e pedalò. A poca distanza si trova anche la Diana Memorial Fountain, una fontana in cui l'acqua scorre su scivoli di pietra, lasciando la possibilità di rinfrescarsi i piedi o, per i bambini, di giocare a spruzzarsi.



Una singola strada separa Hyde Park dai vicini Kensington Gardens, un altro dei Royal Parks, che è diventato famoso soprattutto come ambientazione del libro di Peter Pan. C'è anche una statua dedicata al famoso bambino che non voleva crescere, celata tra gli alberi che costeggiano il Long Water, il fiume che poi si allarga a formare appunto lo stretto ed allungato lago Serpentine.



Proseguendo lungo il sentiero verso nord, in direzione opposta alla corrente, si arriva ai graziosi Giardini Italiani, dove tra vasi d'ispirazione classica zampillano giochi di fontane.



All'estremità meridionale del parco sorge invece l'Albert Memorial, eretto in memoria del principe Albert, consorte della regina Vittoria morto nel 1861. Agli angoli del podio stanno rappresentazioni allegoriche di Europa, Asia, Africa ed America, ed ancora artigianato, commercio, agricoltura ed ingegneria. Rialzata rispetto ad essi, la statua dorata del principe è sovrastata da un baldacchino che termina in un ricco pinnacolo di gusto gotico. Proprio di fronte a questo monumento, dalla parte opposta della strada, si può ammirare la Royal Albert Hall, edificio circolare che dal 1871 è ancora in uso fino ad oggi.





Il lato occidentale di questo parco è invece dominato dal Kensington Palace, residenza reale fin dal 1689. Re William e la regina Mary, i primi ad abitarlo, furono anche i primi ad aprire questi giardini reali al pubblico. Qui nacque la regina Vittoria.
All'interno del parco sono presenti varie altre statue, come l'Arco di Henry Moore o Physical Energy. E poi alberi che ospitano una ricca fauna, tra cui simpatici scoiattolini con attitudini da fotomodelli. La scoperta più gradita e subito sfruttata, però, è stata quella di un cespuglio di succose more! ^_^



Per finire la nostra piccola escursione tra i parchi di Londra c'è infine il Regent's Park, 395 acri che si dividono in una parte centrale, i Queen Mary's Gardens, ed in una parte esterna. Se la prima spicca per la quantità e la varietà di affascinanti roseti, l'altra è la più vasta area per sport all'esterno di tutta Londra, luogo di appuntamento quotidiano per giocatori di cricket e football. Se siete una compagnia di amici e volete mostrare agli inglesi come si gioca a calcio in Italia, insomma, qui troverete sicuramente qualcuno disposto a prestarvi un pallone ;)

Se siete Clara, il cui rapporto con i palloni in generale è piuttosto problematico, limitatevi a guardar giocare gli altri e riposarvi sotto un albero. Preferibilmente a distanza di di sicurezza, che non si sa mai.

Già, non sono molto sportiva. Per questo ho preferito la romantica area dei Queen Mary's Gardens, che prendono il nome dalla moglie di Giorgio V, ed ospitano più di 12000 rose di 400 varietà, oltre ad altri tipi di fiori, come le begonie o la zona della flora mediterranea. C'è anche una ricca varietà di uccelli acquatici che nuotano pacifici nel lago interno. Le siepi fiorite si intersecano a formare angoli piacevolmente riservati, dove si può sedersi su una panchina e gustare la vista, oppure si può passeggiare scoprendo gli angoli più remoti di quello che appare a tutti gli effetti come un prezioso giardino segreto al centro di una metropoli. I giardini ospitano anche un teatro all'aria aperta, che propone spettacoli da maggio a settembre.







Insomma, se siete a Londra e volete rilassarvi un po', uno qualsiasi di questi tre parchi sarà la meta perfetta. Dopotutto, anche in città ci vuole un po' di natura, no?



Clara



martedì 22 luglio 2014

Una gita a Cagliari

L'estate, si sa, è fatta per viaggiare. Per scoprire nuovi luoghi e riscoprirne di già conosciuti, per vedere qualcosa di diverso rispetto al consueto panorama quotidiano. E per partecipare ad affascinanti scavi archeologici, nel mio caso... ma stavolta ho deciso di coniugare l'archeologia con il turismo, ed ho approfittato della mia presenza in Sardegna per dedicare un giorno e mezzo alla scoperta del capoluogo dell'isola.
La prima cosa da sapere di Cagliari è che si tratta di una città in salita. Già a pochi metri dalla zona del porto le strade iniziano ad inerpicarsi verso l'alto, cosa che le cartine non mostrano e che può confondere le idee ai turisti. Quindi munitevi di efficienti scarpe da ginnastica o di comodi sandali... anche se devo ammettere che ho visto gente su ardimentosi tacchi a spillo, quindi forse il problema è solo mio ;)

E di chi ti sta intorno e ti sente lamentarti. Nel caso specifico, il fatto di gironzolare nelle ore più calde del pomeriggio probabilmente non ha aiutato.

E questo ci porta al secondo punto... ossia, se visitate la Sardegna d'estate, farà probabilmente caldo. In alcuni momenti ci sarà un piacevole venticello a sostenervi, ma in generale non dimenticate mai crema solare, bottiglia d'acqua in borsa, e magari un cappellino.
Terzo punto, forse sono stata io ad essere particolarmente fortunata, ma il servizio di trasporto urbano mi è parso accettabile. Suggerisco a tutti i visitatori di farsi un biglietto giornaliero del costo di 3 euro, che vi permetterà di salire e scendere senza problemi, accorciando i tragitti tra le varie tappe e, perché no, sfruttando vilmente l'aria condizionata per riprendervi un po'.

E, se siete Clara, facendo impazzire gli autisti con richieste di informazioni. Per fortuna la popolazione sarda è troppo cortese ed ospitale per mandarla nella direzione sbagliata... o forse capiscono al volo che con il suo non-senso dell'orientamento ci finirà da sola.

Tralasciando i miei problemi di rapporti con lo spazio esterno, passiamo finalmente alle tappe più interessanti, almeno secondo me, di un giretto per Cagliari. Ovviamente, visto il poco tempo a disposizione, si tratta di una selezione assai succinta.
Come potrete immaginare, nel mio tour non poteva mancare il Museo Archeologico Nazionale, che ospita reperti dalla Sardegna preistorica, con l'unica ed inimitabile civiltà nuragica, a quella romana, passando per il periodo delle colonie fenicie e poi puniche. Un'esposizione nell'esposizione è quella dedicata ai giganti di Monte Prama, statue in pietra di grandi dimensioni raffiguranti pugili, arcieri e guerrieri. Sono state trovate in totale 38 sculture, alcune conservate a Cagliari, altre al Museo di Cabras (Oristano), più vicino alla zona di rinvenimento. Il link che ho messo sopra conduce ad un articolo di Wikipedia molto approfondito, che vi permette di venire a conoscenza delle caratteristiche di queste sculture, del loro contesto storico e culturale, della storia del ritrovamento e delle problematiche legate al loro studio. Ma al Museo di Cagliari potrete ammirare anche reperti unici come la Stele di Nora, la più antica iscrizione fenicia in Sardegna e, forse, anche la prima testimonianza scritta del nome dell'isola (bet Shardan). O come le stele provenienti dai vari tofet, santuari punici di interpretazione discussa: il nome deriva infatti dalla tradizione biblica, secondo cui i fenici praticavano sacrifici umani di fanciulli al dio Moloch, ma, come studi più recenti hanno appurato, il termine "molok" su queste stele significava semplicemente "sacrificio". I resti umani rinvenuti nei tofet sono di bambini molto piccoli, ma anche di feti, cosa che ha suggerito una diversa interpretazione dei siti come necropoli infantili, sedi di rituali non necessariamente cruenti come narrato da alcune fonti latine interessate a mettere in cattiva luce i cartaginesi. In ogni caso, l'esatta funzione del tofet rimane uno dei misteri dell'archeologia fenicio-punica. Anche le rappresentazioni aniconiche scolpite sulle stele che potete ammirare in questo museo, come il simbolo di Tanith o l'idolo a bottiglia, sono ancora enigmatiche.






Il museo archeologico si trova nella cittadella dei musei di Cagliari, dove potrete ammirare anche la Pinacoteca Nazionale, che però in questo periodo è oggetto di lavori di ristrutturazione. Non ho avuto tempo per visitarlo, ma dicono che anche il Museo di Arte Siamese sia meritevole, nonché la più grande collezione italiana su questo tema.
Da questa zona della città, pochi minuti a piedi vi condurranno alla zona dell'anfiteatro romano. Se invece optate per l'altra direzione, arriverete in breve (ed in discesa) alla Cattedrale ed al Palazzo Viceregio. Quest'ultimo era sede dei vicerè che governavano l'isola nel periodo spagnolo e poi in quello del regno di Sardegna, ed ospita una serie di ritratti degli ultimi, mentre i precedenti sono andati perduti. Attualmente ospita gli uffici della Prefettura e della Provincia.




La Cattedrale di Santa Maria Assunta e di Santa Cecilia fu costruita nel Duecento in stile romanico-pisano e rinnovata nel Seicento e nel Settecento secondo canoni barocchi, mentre l'attuale facciata neoromanica è novecentesca. L'interno ospita due pulpiti derivati da un unico ambone del Millecento, ed una serie di cappelle con dipinti e statue.



Purtroppo per voi Clara è riuscita ad arrivare mentre stavano dicendo il rosario e non ha potuto visitare come si deve la chiesa... anzi, meglio per voi, altrimenti la descrizione non sarebbe più finita.

Diciamo che ho fatto una mini-visita molto discreta, l'ennesimo motivo per cui devo assolutamente tornare a visitare come si deve questa città affascinante.
Da questa zona, il mio suggerimento è quello di scendere verso il Bastione di Saint Remy, che vi offrirà un piacevolissimo panorama della città e del mare che la accarezza, e da cui una scalinata vi ricondurrà alla "Cagliari bassa".




A questo punto, è possibile spostarsi in autobus (o a piedi, se volete camminare) per raggiungere altre zone affascinanti della città. Particolarmente impressionante ho trovato il Cimitero monumentale di Bonaria, vicino all'omonima basilica. Questo ampio spazio, utilizzato tra il 1829 ed il 1968, sorge su un'area usata come necropoli fin da tempi molto più antichi, come attestano le sepolture scavate nella roccia calcarea del colle. Il cimitero ospita monumenti funerari di alto livello artistico, ed è dotato di un'atmosfera solenne, quasi mistica, capace di avvolgere ed emozionare il visitatore.

Se poi il visitatore è Clara, che come tutti sanno ha un'insana ossessione con Doctor Who, trema ad ogni angelo che vede, e sobbalza agli stridii dei gabbiani. Sul serio, a questa ragazza piace farsi del male da sola.

Per scattare fotografie nel cimitero è necessario firmare un'autorizzazione, ma bastano pochi minuti, e vale assolutamente la pena di spenderli per vedere immagini come queste:










Sempre grazie al trasporto pubblico (ad esempio con la linea 5, che passa proprio per Bonaria) si può raggiungere il colle di san Michele, sulla vetta del quale sorge l'omonimo Castello. Una piacevole camminata consente di ammirare ancora una volta la città di Cagliari dai diversi punti panoramici che si trovano lungo la salita, e di coronare con una visione completa la vostra gita nel capoluogo sardo.




Naturalmente Cagliari ha molto altro da offrire. Chiese e musei, palazzi e piazze, o semplicemente il piacere di un giro tra le vivaci strade del centro... ma per ora, spero che questi piccoli assaggi vi abbiano interessato, incuriosito, o magari aiutato! Vi lascio con una foto del porto, e, ancora una volta, con tanti auguri di buone vacanze! A presto!


Clara